domenica 19 aprile 2009

NBA PLAYOFF FIRST ROUND: Yao alza la voce e batte Portland

Iniziare duro contro i Trail Blazers era il primo passo di un pensiero logico per Yao Ming. "Perchè questa era la prima partita e i primi due minuti dettano il ritmo della prima partita, la quale a sua volta detta il ritmo per la serie", ha detto Yao. Yao ha segnato i primi 11 punti di Houston e ha finito con 24 nella vittoria per 104-81 su Portland. I Rockets sono andati fino al +31 nel secondo tempo e non c'era proprio modo che i giovani Trail Blazers potessero rimontare. Yao ha segnato tutti i suoi punti nel primo tempo, aggiungendo 9 rimbalzi. Ha segnato tutti i suoi nove tiri dal campo e tutti e sei i liberi. I lunghi di Portland, Joel Przybilla e Greg Oden, non hanno potuto niente contro la sette volte All-Star cinese. "Abbiamo provato a giocare dietro di lui", ha detto Przybilla. "Ci adegueremo per la prossima partita. Ha realizzato ogni tiro perciò dobbiamo fare qualcosa". Yao non ha nemmeno tirato nel secondo tempo ed è rimasto in panchina per tutto l'ultimo quarto. "Questa è una grande qualità di Yao, è estremamente efficiente", ha detto il compagno Shane Battier. "Non molti giocatori nel torneo sono in grado di giocare così, segnando ogni tiro". Aaron Brooks ne ha messi 27 per i Rockets, che non superano il primo round dal 1997. Brandon Roy ha segnato 21 punti per i Blazers, alla prima presenza ai playoff dal 2002-03. Portland ha giocatori molto giovani quest'anno e 10.000 fan sono scesi in piazza pochi giorni fa per mostrare il loro supporto alla squadra. Sabato invece, molti tifosi hanno abbandonato il palazzetto alla fine del terzo quarto. "E' stata una brutta serata", ha detto il coach Nate McMillan. "Abbiamo perso". I Blazers hanno chiuso così una striscia di sei vittorie consecutive. Portland ha registrato un record di 34-7 al Rose Garden nella regular season. I Blazers hanno battuto i Denver Nuggets per 104-76 nell'ultima partita, guadagnandosi il quarto seed. I Rockets avevano invece perso per 95-84 l'ultima partita, scendendo al quinto seed. Oden, che non si è allenato venerdì per un'infezione al naso, è partito dalla panchina chiudendo con 15 punti e 5 rimbalzi. Oden ha passato alcuni minuti nell'ufficio di Nate McMillan prima della partita. Dopo l'incontro, McMillan ha detto "Sembra ok, non ci sono problemi". Yao aveva già 14 punti a metà del primo quarto, per un 18-12 dei Rockets. Ha chiuso la frazione con un 7/7 dal campo e 16 punti. "Ha trovato la serata giusta", ha detto il coach dei Rockets, Rick Adelman. "Segnava in turnaround, con dei ganci e in sospensione. Ha fatto di tutto". Houston ha tirato complessivamente col 75% nel primo quarto, fallendo solo cinque tiri su 20. I Rockets sono andati sul 40-26 grazie al canestro di Von Wafer nel secondo quarto, prima di andare sul 58-41 su layup di Ron Artest. C'è stato un attimo di paura dall'altra parte, quando Roy, dopo aver lottato a terra per una palla vagante con degli avversari, è rimasto giù per alcuni momenti. Quando i suoi compagni sono arrivati in suo aiuto, il labiale sembrava dire "la mia schiena". Ma è rientrato poco dopo. I Rockets sono andati all'intervallo sul 62-44. Artest e Brooks hanno messo 13 punti a testa nel primo tempo. Il layup di Luis Scola è valso l'80-55 sul finire del terzo quarto. Brooks ha aperto l'ultima frazione con la tripla dell'88-58. Scola ha chiuso con 19 punti mentre Artest con 17. I Rockets sono senza la star Tracy McGrady da febbraio, quando si è sottoposto a un intervento al ginocchio sinistro. "E' stato deludente il fatto che non siamo riusciti a giocare come volevamo fin dall'inizio", ha detto Przybilla. "Non c'è proprio una ragione per questo".
(fonte it.nba.com)

NBA PLAYOFF FIRST ROUND: Il messaggio di Lebron, demolita Detroit

CLEVELAND - "One Goal", un obiettivo, questo è il motto dei playoff dei Cleveland Cavaliers. Oggi, era un canestro dal campo tutto quello di cui avevano bisogno. LeBron ha segnato una tripla sulla sirena dell’intervallo e la superstar di Cleveland ha chiuso con 38 punti, 8 rimbalzi e 7 assist imbarcandosi con i suoi Cavaliers nell’avventura che li potrebbe portare al titolo NBA, vincendo 102-84 contro i Detroit Pistons in gara 1. Il tiro dai 13 metri di James ha stordito i Pistons dando a Cleveland, la squadra più dominante della lega – in casa e fuori – durante la regular season, un vantaggio di 12 punti all’intervallo. I Cavaliers hanno tenuto a bada un ritorno di Detroit nel secondo tempo mentre James era in panchina, dando il colpo di grazia ai Pistons, che proveranno a pareggiare la serie in gara 2 martedì notte. Per fare questo, Detroit dovrà trovare un modo per rallentare James, che ha fatto quello che ha voluto per 41 minuti. Joe Smith ha segnato 13 punti e Zydraunas Ilgauskas ne ha messi 12 con 10 rimbalzi per Clevland. Rodney Stuckey ha realizzato 20 punti e Richard Hamilton ne ha segnati 15 per i Pistons, che sono entrati in questi playoff con l’ottava posizione e sembrano destinati a una postseason molto breve, dopo essere andati alle finali di Conference negli ultimi 6 anni. James ha chiuso il primo tempo con un’altra di quelle giocate che lo differenziano dal resto degli altri giocatori. Dopo che il jumper di Hamilton ha portato i Pistons sotto per 54-45 a con due secondi sul cronometro, ha ricevuto la rimessa in corsa, ha superato Tayshaun Prince vicino alla metà campo e ha segnato un tiro da 13 metri mentre la sirena suonava. Nel tempo in cui la tripla è entrata nel canestro, James, che non aveva smesso di correre, era quasi sotto canestro. Poi si è fermato ed è rimasto sulla linea di fondo, a raccogliere l’abbraccio dei tifosi di Cleveland, che già lo avevano visto fare cose del genere. I Pistons hanno lasciato il campo demoralizzati. Ma Detroit è uscita dall’intervallo affamata. I Pistons hanno infilato parecchi tiri per portarsi sull’80-72 a inizio quarto periodo con un canestro di Will Bynum con 8:50 ancora a giocare. James in quel momento si è rimesso a giocare, e i Pistons hanno smesso. La difesa di Cleveland si è stretta e i Cavs si sono riportati sul più 20 godendosi l’ennesima vittoria in casa, la 40esima su 42 incontri. L’unica cosa che non è andata come James avrebbe voluto è che i suoi amati New York Yankees hanno concesso 14 punti in un inning ai Cleveland Indians. Per gran parte del primo tempo, l’attese difese arcigne da parte di due delle squadre più dure a Est hanno invece lasciato spazio agli attacchi. I Cavs e i Pistons si sono scambiati canestri su canestri – soprattutto tiri in sospensione – minacciando di portare la gara aun risultato in stile anni ’70 e ’80, toccando la tripla cifra. Quando Rasheed Wallace ha infilato un tiretto da dentro l’area per il 37-36 Cavaliers, Detroit stava tirando con un notevole 65% (15-su-23) al campo, trovano buone soluzioni contro la difesa più forte della NBA. Anche Cleveland era piuttosto calda, aggirandosi attorno al 60%. Quando i Pistons si sono raffreddati, i Cavs hanno preso il volo. James ha servito un assist no-look -- di sinistro – in mezzo all’area per Smith che ha schiacciato, dando il via ad un parziale di 20-9 che ha portato i Cavs sul più 12 alla pausa lunga. Detroit ha sbagliato 12 dei suoi ultimi 15 tiri del primo tempo, scavandosi una buca da cui non sono più riusciti ad uscire. Seguendo quello che è diventato un rituale prima delle partite importanti, James era a palazzo più di tre ore prima della palla a due per una sessione di tiro extra. Ha seguito la sua normale routine, riponendo sul pavimento di fronte al suo armadietto la sua divisa, la sua fascia, i suoi polsini e le sue scarpe, come un ragazzino la notte prima della scuola. James ha minimizzato sul fatto che lui e i Cavaliers siano i favoriti per la conquista dell’anello. “Ci sono grandi aspettative sui Celtics e sui Lakers,” ha detto. “Non su di noi. Noi dobbiamo solo scendere in campo e fare quello che abbiamo fatto per tutta la stagione.” Che è quello che hanno fatto anche stanotte.
(fonte it.nba.com)

NBA PLAYOFF FIRST ROUND: I mavericks sbancano l'AT&T Center di San Antonio

SAN ANTONIO - Ora che hanno finalmente ottenuto una vittoria esterna ai playoff, i Dallas Mavericks potranno finalmente rilassarsi. Josh Howard ha guidato i Mavs alla loro prima vittoria esterna nei playoff da quando erano riusciti ad arrivare in finale nel 2006, segnando 25 punti nel 105 a 97 con cui Dallas ha regolato i San Antonio Spurs. I Mavericks, partiti al sesto posto nella griglia della Western Conference, hanno giocato un gran gara 1 contro gli Spurs ed hanno vinto nella tradizionalmente inospitale San Antonio. Per Tim Duncan & Co. è solo la quarta sconfitta casalinga nella postseason dal 2007 ad ora, mentre Dallas ha interrotto una serie negativa che, in trasferta, era ormai arrivata a 9 incontri. Duncan ha messo 27 punti e Tony Parker 24 per gli Spurs, che avranno la possibilità di rifarsi Lunedì prossimo. "Per tutto l'anno abbiamo giocato male in trasferta," ha detto Dirk Nowitzki. "Abbiamo avuto parecchi alti e bassi, ma siamo riusciti a chiudere la stagione molto bene e penso che questo ci abbia dato parecchia fiducia." Dallas non vince una serie-playoff dal 2006, quando era riuscita a battere gli Spurs in un'incredibile semifinale di Conference prima di perdere 4 - 2 contro i Miami Heat all'atto conclusivo. Questa partita sembrava un classico testa a testa texano, prima che Jose Barea, il più insospettabile protagonista, segnasse 7 dei suoi 13 punti nell'allungo decisivo dei Mavs nel quarto periodo. Mentre la maggior parte del pubblico di casa arrancava verso l'uscita, i pochi fans dei Mavs presenti continuavano a cantare "Let's go Mavs!" Segno che i tifosi bianco-verdi-blu ci credono davvero. I Mavericks hanno chiuso l'anno 18-23 in trasferta, ma hanno finito la stagione in crescendo, vincendo 7 delle ultime 9 ed evitandosi il settimo e l'ottavo posto ad Ovest. Prima che cominciasse la serie, Gregg Popovich, coach di San Antonio, ha dichiarato che i Mavs stavano giocando così bene che sarebbero da considerare sullo stesso livello di Lakers e Cavaliers. San Antonio è arrivata ai playoff senza Manu Ginobili, che è fuori per l'intera stagione a causa di un brutto infortunio alla caviglia. Nel quarto periodo, l'argentino è mancato tantissimo, gli Spurs di solito cavalcavano la sua energia per distanziarsi dagli avversari, ma questa volta hanno subito il gioco avversario lasciando che Dallas tirasse con il 58% dal campo. Nowitzki ha segnato 19 punti ed Erick Dampier ne ha messi 10 più 11 rimbalzi, ma la vera differenza l'ha fatta Howard, che, pur giocando su una caviglia evidentemente infortunata e che avrà bisogno di un intervento chirurgico quest'estate, ha segnato 9 dei suoi 18 tentativi dal campo. Da quando è tornato nel quintetto di Dallas, Josh ha guidato i texani ad un ottimo 7 - 1. Duncan ha segnato 5 punti nel quarto quarto, ma non è riuscito ha trascinare gli Spurs, che non sono stati in grado di seguire il ritmo degli avversari. Tim Duncan non ha mai perso un primo turno dei playoff ed i tifosi degli speroni sperano non succeda neppure stavolta. Jason Terry, uno tra i più autorevoli candidati al premio di sesto uomo dell'anno, ha segnato 12 punti, ma ha passato la maggiorparte del quarto parziale in panchina per far spazio a Jose Barea, i cui canestri sono stati fondamentali per la vittoria dei Mavs e che ha segnato in entrata il 93 ad 83 che ha spezzato le gambe degli Spurs. "Dovremo considerarlo più attentamente nel prossimo incontro," ha detto Michael Finley riguardo al playmaker argentino degli Spurs. Note: Ginobili si è seduto in abiti civili dietro la panchina degli ospitanti, "Dobbiamo convincerci che Manu non sarà dei nostri," ha detto Popovich. "Continuando a pensare a come sarebbe con Ginobili in campo, rischieremmo di perdere la nostra coesione interna."... San Antonio (12) e Dallas (9) sono le squadre che arrivano ai playoff da più tempo consecutivamente dell'intera Lega.
(fonte it.nba.com)

NBA PLAYOFF FIRST ROUND: Che colpo Chicago, ai Celtics manca KG

Derrick Rose ha debuttato nei playoff come pochi altri nella storia, guidando i suoi Bulls alla vittoria contro i Boston Celtics. Nemmeno Michael Jordan c’era riuscito. Rose ha pareggiato il record di 36 punti al debutto nei playoff di Kareem Abdul-Jabbar, aggiungendo anche 11 assist e portando Chicago alla vittoria per 105-103 in casa dei campioni in carica di Boston in gara 1 del primo turno. E l’esperienza? “Non gli serve”, ha detto il suo compagno Ben Gordon. “Ha la maturità di un veterano. Ha fatto una partita a dir poco fenomenale sta sera.” Gara 2 è lunedì, nell’anniversario della gara in cui Jordan segnò 63 punti contro Boston in una sconfitta nel 1986. Infatti, Chicago aveva perso le ultime 10 partite di fila nei playoff con Boston, e l’ultima vittoria risaliva al 1948. “Spero ci serva di lezione”, ha detto Paul Pierce, autore di 23 punti. “Dobbiamo renderci conto che i Bulls non sono qui per fare presenza. Dobbiamo svegliarci e capire che non stiamo sognando. Dobbiamo iniziare a giocare.” Tyrus Thomas ha segnato 16 punti- facendone sei degli otto totali nei supplementari dei Bulls, incluso il tiro della vittoria a 51 secondi dalla fine. Joakim Noah, anche lui al debutto nei playoff, ha segnato 11 punti e ha preso 17 rimbalzi per i Bulls, che hanno rubato il fattore campo ai Celtics. “Più va avanti la stagione e più le partite si fanno importanti”, ha detto coach Del Negro. “Credo che i ragazzi abbiano fatto un enorme passo in avanti, anche se sappiamo di avere un ostacolo grandissimo davanti. Ci godiamo questa vittoria un attimo, ma da domani si torna al lavoro.” Rondo ha segnato 29 punti con 9 rimbalzi e 7 assist per Boston, che ha dovuto fare a meno di Kevin Garnett e non ha ottenuto molto neppure dagli altri due dei ‘Big Three’. Paul Pierce ha segnato 23 punti tirando 8-21 dal campo, ma ha fallito il libero della possibile vittoria alla fine dei 48 minuti, e la tripla del pareggio a 3.7 secondi dalla fine del supplementare, quando Salmons gli ha bloccato il tiro. Ray Allen, che ha segnato 4 punti con 1-12 dal campo, ha avuto la chance di mandare la partita al secondo overtime, ma il suo jumper si è stampato sul ferro. Troppo dolorante per giocare e troppo frustrato per guardare, Garnett si è rinchiuso nello spogliatoio a fine primo tempo, mentre i suoi compagni tornavano sul parquet sotto di 11 punti. Rondo ha segnato un jumper contro Noah dando ai Celtics il vantaggio per 96-95, ma Rose- che sbagliò quattro liberi cruciali nella finale NCAA dell’anno scorso con la maglia di Memphis- ha riportato i suoi davanti proprio dalla lunetta, a 9.4 secondi dalla sirena. Noah ha poi commesso un ingenuo fallo su Pierce a 2.6 secondi dalla fine, mandandolo in lunetta per vincere. Pierce ha segnato il primo libero pareggiando i conti sul 97 pari, ma il capitano dei bianco-verdi ha clamorosamente sbagliato il secondo, mandando la partita ai supplementari. “E’ stato un errore importantissimo”, ha detto Gordon. “Se segna il secondo libero è finita.” Garnett si è infortunato il ginocchio destro il 19 febbraio, e ha giocato solo 66 minuti e 18 secondi durante le ultime 26 partite. I Celtics hanno inutilmente cercato di farlo rientrare per i playoff, continuando a rimandare la data del rientro, fino a che Doc Rivers non ha scioccato tutti annunciando che The Big Ticket non avrebbe recuperato per gara 1, e probabilmente per i playoff in generale. Garnett non ha seguito la squadra nelle trasferte e non è stato quasi mai in panchina durante l’infortunio, anche se Rivers e i giocatori considerano la sua presenza molto importante per lo spogliatoio per caricare i compagni di squadra. Ieri Garnett dopo 24 minuti di sofferenza, d’incitamento e infine di rabbia, ha deciso che era troppo ed è rimasto negli spogliatoi. “Lui era in panchina nel primo tempo, e noi eravamo sotto di otto. Quindi lui non c’entra”, ha detto Doc Rivers. “Kevin ora non c’è, e non tornerà. Dobbiamo pensare solo ai giocatori che scendono in campo.” Garnett ha osservato dalla TV il jumper di Rose che ha dato ai Bulls un vantaggio di 11 punti sul 55-44, poi ha visto i suoi compagni recuperare fino al meno quattro con un parziale di 8-0 nel terzo periodo, fino a che una tripla di Rondo non ha portato i Celtics sul 68-67 a quattro minuti dalla fine del quarto. La sconfitta in casa ha dimostrato che i Celtics ne devono fare di strada- e forse non ne faranno molta nei playoff- per vincere senza Kevin Garnett. La seconda classificata a Est, che può schierare due All-Star e che ha vinto 62 partite in stagione, era data da tutti almeno in finale di conference contro i Cavs. E’ anche vero che pure l’anno scorso gli Atlanta Hawks hanno portato i Celtics fino a gara 7, prima che Boston vincesse il suo 17esimo titolo. Con la sconfitta di ieri Boston ha però perso il vantaggio del fattore campo, che è ciò che l’ha sempre salvata l’anno passato. Note: Il general manager dei Celtics, Danny Ainge, non ha seguito la partita perché ricoverato in ospedale per un lieve infarto. La folla gli ha dedicato un grande applauso all’inizio della partita… Il palazzetto è stato svuotato velocemente perché si potesse preparare tutto per la partita di playoff di Hockey tra Boston Bruins e Montreal Canadiens… Nessun giocatore di Chicago aveva mai segnato 36 punti nei playoff dai tempi di Michael Jordan.
(fonte it.nba.com)