lunedì 23 marzo 2009

NCAA TOURNAMENT SECOND ROUND: Terrence Williams annienta Siena, Marquette si scava la fossa da sola e ad Arizona il 'face to face' tra 'cinderelle'

(6) Arizona State Vs (3) Syracuse

Prenotano il loro posto nelle Sweet Sixteen gli Orange di Syracuse, che nella notte hanno messo fuori causa Arizona State grazie ad una prova cinque stelle lusso di Devendorf. L’esterno di ‘Cuse chiude la sua notte magica con 21 punti e 6/15 totale dal campo mandando all’aria il piano difensivo degli avversari che dopo lo svantaggio del primo tempo, avevano accarezzato anche l’idea di una rimonta con i 20 di Abbott e i 20 di Kuksiks (67:78).

(11) Daytona Vs (3) Kansas

Dura venti minuti la sfida in quel di Minneapolis tra Daytona e Kansas. Nella ripresa i Jayhawks innescano le marce alte e le ruote motrici e portano a casa la qualificazione al terzo turno. La firma in calce al successo è quella di Collins che dopo aver contribuito all’allungo decisivo contro North Dakota State, affonda da solo la difesa di Daytona (43:60).

(12) Wisconsin Vs (4) Xavier

In rimonta, di cuore e di determinazione la vittoria di Xavier che dopo essere stata costretta ad inseguire gli avversari per circa 30’ mettono a ferro e fuoco la difesa di Wisconsin con un 13-4 di parziale tutto ispirato da Raymond che diventa il nuovo eroe della squadra. I Badgers accusano il colpo della rimonta, sembrano un pugile suonato che perde ai punti al suono dell’ultima campana (49:60).

(1) Pittsburgh Vs (8) Oklahoma State

E con questa il conto delle qualificazioni al ‘round of 16’ delle Pantere sale a quota 5 negli ultimi otto anni. Quella del 2009 porta la firma e la ‘griffe’ di Sam Young. Definito dai colleghi d’oltre oceano come ‘poetry in motion’ ha chiuso con 32 punti, 13 rimbalzi, 2 assist e 12/20 dal campo. Dall’altra parte a nulla servono i cinque giocatori in doppia cifra e i 19 di Muonelo ed i 17 di Harris.

(13) Cleveland State Vs (12) Arizona

Una sfida che consegna di sicuro al turno delle migliori 16 una squadra che non è compresa tra le prime otto o tra le prime quattro. Si ferma il sogno della ‘cinderella’ Cleveland State che dopo aver compiuto l’impresa di buttare fuori dal torneo Wake Forest conclude la sua avventura nel torneo tra le mura dell’American Airlines Center di Miami cedendo il pass ai Wildcats di Arizona che, invece, prolungano il loro sogno di una settimana. Decisivo per Arizona la prova al di sopra delle righe per Wise che chiude con 21, 8 rimbalzi e 10/10 ai liberi.

(9) Siena Vs (1) Louisville

Soffrono fino alla fine i Cardinals contro quella che è la squadra collegiale omonima della regina del nostro campionato italiano, Siena (Ubiles 24, Franklin 19). Match deciso nel finale, nella parte conclusiva dei secondi venti minuti. Diciannove secondi per la precisione quando Terrence Williams (24 punti, 15 rimbalzi e 4 assist) ha mandato a bersaglio i due liberi che hanno dato a Louisville 5 punti di vantaggio che poi hanno fatto la differenza nel gioco dei falli sistematici. Il tutto si chiude anche con un po’ di show time e con la schiacciata di Samuels sull’assist di T-Wills (72:79).

(6) Marquette Vs (3) Missouri

Finale entusiasmante e vibrante anche nella sfida tra i Golden Eagles (McNeal 30, Matthews 24) ed i Tigers (Lyons 18, English 17, Lawrence 16). Anche qui match risolto solo nel finale o meglio nei secondi finali. Questa volta a decidere non è la squadra avversaria ma il team ‘vinto’ stesso. Insomma Marquette fa tutto da sola: prima ha regalato due tiri liberi a Missouri per il +2 a 5.5’’ (79:81 con 2/2 di English) dalla fine. Poi nella fretta di rimettere da fondo campo Hayward fa la frittata pestando la linea di fondo, invasione e rimessa nelle mani di Missouri, che la sua di rimessa non la sbaglia. La palla va a finire nelle mani di Lyons, fallo di Marquette e lo stesso Lyons, glaciale, dalla lunetta non sbaglia e insacca i liberi della staffa (79:83)

Southern California saluta, passano gli Spartans

Michigan State parte con i favori del pronostico, non tanto perché alla partita è presente il coach che guidò Magic Johnson e gli Spartans al titolo del 1979, vale a dire coach Jud Heathcote, quanto per il valore di alcuni giocatori Travis Walton in testa. Per i Trojans la presenza eccellente è rappresentata da Rudy Hackett, il padre del nostro Daniel, che siede in panchina insieme allo staff tecnico. Il match è molto equilibrato, gli Spartans provano due volte l’allungo: ai 5:30 vanno più 5 grazie ad una serie di giocate difensive piuttosto intense di Suton (7 rimbalzi nel primo tempo), ma è il dinamismo del californiano Washington nel pitturato (6 punti in fila per lui) a ricucire il mini strappo. Sul finire di periodo, invece, è la ditta “Summers & Walton” a tentare l’allungo, prontamente arrestato da Hackett che produce punti in serie e consente di chiudere la prima frazione a meno 3. Gli uomini di Tim “Pink” Floyd, all’inizio del secondo tempo, tentano la fuga con la spettacolarità di DeMar DeRozan (15 pts. 5 rbs. 2 ass.) ma il buon Kalin Lucas dimostra che, oltre al cognome, ha qualcos’altro in comune con il regista George, ossia gli effetti speciali; è lui a guidare il parziale 10 a zero per gli Spartans. Southern California risente molto della serata negativa di Gibson sotto le plance, che passa dalla prestazione super del primo turno, 24 punti e 6 rimbalzi, all’anonimato più totale, solo 3 punti e 4 falli che costringono coach Floyd a pescare il serbo Vucevic dalla panchina. Proprio l’agonismo di Vucevic e, ancora una volta Washington, limitano lo strapotere dei lunghi del Michigan (33 rimbalzi contro i 24 dei californiani) e riportano la partita sui binari della parità. Poi è un botta e risposta tra Dwight Lewis (19 pts.) e Travis Walton (18 pts.) fino al +4 Spartans a 1 e 19 dal termine. I Trojans fanno confusione in attacco e, prima Hackett e poi Lewis sparacchiano da 3. Finisce 69 a 74 per Michigan State. Southern California esce comunque a testa alta e Hackett chiude la sua carriera al college con una partita da 13 punti 3 rimbalzi 5 assist e una stoppata.
Alessandro delli Paoli