domenica 22 marzo 2009

NCAA TOURNAMENT SECOND ROUND: Uconn è inarrestabile, Ucla demolita da Villanova, alle Sweet Sixteen anche Memphis, Oklahoma, Purdue, Gonzaga e Duke

(5) Purdue Vs (4) Washington

Il secondo turno è sempre il secondo turno. Il valore e l’intensità del tutto si fa sempre più alta sempre più forte. Le probabilità di match ad alto livello s’innalzano, ed ecco quindi spuntare la sfida tiratissima e punto a punto tra gli Huskies di Washington e Purdue. Un match risolto negli ultimi 13’’ con i liberi di E’Twaun Moore che porta avanti Purdue (74:71). Sul rovesciamento di fronte Brockaman fa 1/2 dalla lunetta, mentre Pondexter piazza l’ultimo canestro della serata che serve solo a rendere più amara la pillola (76:74)

(6) Ucla Vs (3) Villanova

Il match poco edificante e convincente del primo turno contro VCU è stato solo un assaggio di una Ucla che poco poteva dire a questo tabellone e a questo torneo. Poco convincente, ma vittoriosa grazie all’errore di Maynor, i Bruins (Shipp 18, Collison 15) sono andati a picco nella sfida contro una delle corazzate del torneo: Villanova. Ai Wildcats non è servito nemmeno chissà quale sforzo fisico o mentale per proseguire al prossimo turno, i 18 di Cunningham sono bastati ed avanzati come portata principale, ma per chi aveva ancora fame e voglia di stare a tavola sono arrivati anche i 10 di Anderson, gli 11 di Reynolds, ed i 13 di Fisher dalla panchina.

(10) Michigan Vs (2) Oklahoma

La differenza di ranking si è notata solo ed esclusivamente nel conto finale di partita. Solo ed esclusivamente in quel momento del match in cui il maggior tasso tecnico della tua squadra fa la differenza tra il fermarsi al secondo turno e continuare a correre verso il tuo sogno. Dopo un primo tempo passato a rispondere colpo su colpo ai Sooners, Michigan si deve arrendere e deve fare un passo indietro nei confronti di quella differenza che nel caso di specie ha anche un nome ed un cognome: Blake Griffin. Il ‘predestinato’ ad essere il primo a salire sul palco e stringere la mano a David Stern al Medison Square Garden il prossimo luglio, decide di prendere le redini del match in mano nel secondo tempo chiudendo con cifre che innalzano sempre più le quote della chiamata di cui sopra: 33 punti, 17 rimbalzi e 14/20 dal campo totale. Già questo potrebbe bastare, ma c’è dell’altro: 16 di Warren e 12 di Johnson nella vittoria di Oklahoma (63:73).

(9) Texas A&M Vs (1) Connecticut

Dura pochi minuti e poco più la partita degli Aggies che assaggiano immediatamente il sapore amaro degli Huskies, questa volta di Uconn, ringraziano e tornano a casa con un primo turno alle spalle e tante buone speranze. Vantaggio in doppia cifra al suono dell’unica sirena (33:51), una valanga quella che si è abbattuta su Texas A&M nella ripresa con la premiata ditta Adrien (23 e 8 rimbalzi) e A.J. Price (27 con 4/7 dalla lunga) a guidare il ‘branco’ (66:92) verso il passo successivo e verso i prossimi avversari: Purdue.

(10) Maryland Vs (2) Memphis

Andamento e match molto simile, per non dire speculare quello ammirato sul legno dello Sprint Center di Kansas City. Maryland dopo aver compiuto il quasi miracolo eliminando al primo turno California, si arrende senza nemmeno colpo ferire nella sfida contro la numero 2 Memphis. Anche qui tempo pochi minuti dalla palla a due che da inizio alle ostilità e Tigers che hanno subito azzannato la preda e portata a casa la vittoria anche se sul cronometro c’era ancora un’infinità di tempo. Troppa la differenza per pensare ad un’altra sorta di Cleveland State, ed allora spazio e show riservato ai canestri di Taggart (14), Dozier (17), Evans (19) e Mack (17 e 70:89 il risultato finale pro Memphis).

(7) Texas Vs (2) Duke

Cinque punti in fila dalla lunetta. Gli ultimi cinque punti, quelli che regalano ai Blue Devils e a coach k l’ennesima qualificazione alle Sweet Sixteen dove incroceranno Villanova. Texasa torna a casa con tanta amarezza, con tanto rammarico per averci creduto fino alla fine. Nel finale sono determinanti i liberi di un glaciale Henderson (24 e 10/13 ai liberi), ma la palma dell’Mvp va a Scheyer che chiude con ‘soli’ 13 punti di cui uno più pesante dell’altro. Per Texas male al tiro Abrams (5/13 totale per 17 punti), cosi come pochi sono stati i viaggi in lunetta e quelli felici dalla lunga distanza di James (1/4 per 15). I texani hanno anche avuto la possibilità di prendere l’ultimo rimbalzo con ancora 7 secondi sul cronometro, ma gli Dei del Basket hanno premiato Duke ed Henderson che dalla lunetta ha chiuso i conti (69:74).

(12) Western Kentuky Vs (4) Gonzaga

Allo scadere, ma poco importa, la prima qualificazione negli ultimi tre anni di Gonzaga alle Sweet Sixteen. Prima volta negli ultimi tre anni e arrivata al termine di un match che chiude un Saturday Night davvero ricco di emozioni e di spettacolo. Emozioni come quelle che hanno solcato la schiena di Gonzaga dopo il canestro in tap in di Pettigrew per l’81 pari, cosi come gelata la doccia sul capo di Western Kentuky dopo la penetrazione vincente con circa un secondo sul cronometro di Demetri Goodson che spedisce i Bulldogs dritti dritti al turno successivo tra le polemiche della panchina degli Hillotoppers che reclamavano per un time out chiesto e non concesso (81:83).

Avanza North Carolina, battuti i Tigers

Ok la storia degli atenei c’entra ben poco con questa partita, però va fatto notare che si affrontano i college che hanno prodotto i due giocatori più dominanti delle ultimi due decadi: il più grande di tutti i tempi, Michael Jordan, prodotto di North Carolina e Shaquille O’ Neal, direttamente da Louisiana State University. La numero uno contro la numero 8 del south bracket. Se qualcuno pensava che la sfida fosse decisa già in partenza, beh si sbagliava di grosso. La gara è equilibrata sin dalle prime battute con Tasmin Michtell a imporre il suo dinamismo e Marcus Thornton a caricarsi il peso dell’attacco per i Tigers. North Carolina recupera il play Ty Lawson che, nel primo tempo, si limita a prender le misure degli avversari (1/5 dal campo). A 4 minuti dalla fine del primo tempo, i Tar Heel provano l’allungo, guidati da Tyler Hansbrough (chiuderà la prima frazione con 12 punti) e il gioco da tre punti di Danny Green che porta UNC al massimo vantaggio +10; vantaggio che i ragazzi di Roy Williams conserveranno fino all’intervallo lungo. Evidentemente la pausa serve alle Tigri della Louisiana, che escono dagli spogliatoi decisamente aggressive, dimenticano il pessimo 1/8 da tre del primo tempo e impattano il risultato in meno di due minuti, guidate da un Tasmin Mitchell decisamente mostruoso. A questo punto la gara comincia a vivere di fiammate e di giocate spettacolari; c’è spazio per le stoppate “servite” a “Psycho T”, per l’ alley-oop LSU sull’asse Temple-Johnson e per il “back to back blocks” (due stoppate consecutive nella stessa azione) ad opera di Ed Davis in maglia blue carolina. Il punteggio rimane, dunque, in equilibrio poi, il signor Ty Lawson decide che è arrivato il momento di riprendere a giocare a basket seriamente. Archiviati i problemi fisici, piazzata una tripla dalla lunga distanza tanto per far aumentare la propria autostima, prende scarponcini e sci e comincia il suo personale slalom degno di Alberto Tomba, tra i “paletti” di Louisiana; una serie di serpentine e di canestri in penetrazione, con controllo di corpo stupefacente, guidano il parzialone dei Tar Heels ai 6:00 dalla fine (+11 UNC). La difesa dei Tigers è tenerissima, si proprio come quella di un tonno, inutile dire chi è il grissino; ancora lui, ancora Lawson. Se poi ci si aggiunge anche Wayne Ellington (23 punti), si capisce che l’avventura di Lousiana nel torneo NCCA 2009 è giunta alla fine. Finisce 84-70 per l’ateneo di Chapel Hill. L’MVP?? Ty Lawson 23 punti, 6 assist, 7/13 dal campo e 7-7 ai liberi. Altro che grissino... questo qui è Insuperabile.
Alessandro delli Paoli