venerdì 20 marzo 2009

March Madness Story: T-Will, per divertirsi e divertire

I Supersonics non ci sono più, le giocate sopra il ferro di Shawn Kemp sono solamente un indelebile ed emozionante ricordo, e alla Key Arena ci si va soprattutto per ammirare in tutto il suo splendore (cestistico e non) Lauren Jackson, atleta-modella australiana delle Storm. Così, a contribuire alla non sparizione di Seattle dal basket che conta, ci pensano soprattutto i ‘nativi’: Nate Robinson, Jamal Crawford, anche Martell Webster. E ci penserà anche il prossimo figlio della Rainy City, in piena rampa di lancio, che con i primi due condivide la formazione liceale sotto coach Mike Bethea alla Rainier Beach HS.

Nome: Terrence. Cognome: Williams. Curriculum: quattro anni sotto coach Rick Pitino a Louisville, di cui l’ultimo ancora da chiudere e con buone chances di farlo col botto. I Cards sono tra i più accreditati per la F4, e T-Will, statene certi, vuole godersi appieno ogni momento di questo suo ultimo frame di carriera collegiale. Dal video della Senior Night alla Freedom Hall, facilmente rintracciabile su youtube, si intuisce subito tutta la sua voglia di divertirsi; osservandolo giocare si può anche rintracciare in lui il piacere di cedere la scena ai compagni ma anche la capacità di prendersi le luci della ribalta con la stessa facilità. Fuori e dentro il campo, Williams non può quindi che essere il leader emotivo di questi Cards che, in attesa del Torneo NCAA, hanno lasciato il segno vincendo la Big East contro Syracuse guidati dagli 11 punti, i 7 rimbalzi, i 6 assist e le 7 palle recuperate del nostro.

Un titolo statale a Rainier (dove giocava anche wide receiver) nel 2003, una laurea in Communication, la terza e la quarta tripla doppia della storia di Louisville (le prime due di Samaki Walker ed Ellys Miles), oltre ad una collezione di sneakers che ha già abbondantemente passato quota 300, T-Will non è il fenomeno collegiale da one-n-done ma un’atleta intrigante, con ampi margini di crescita e alcune stille di talento puro che non passano certo inosservate.

Cominciamo con i ‘piatti caldi’ della casa: di primo, un fisico compatto (6-6, 210 libbre), con la parte alta del corpo decisamente più pronta di quella di altri coetanei, cui abbina un esplosività atletica da Slam Dunk Contest (Pitino, al suo arrivo a Lousville, lo paragonò nientemeno che a ‘Nique in questo senso). Ciò gli permette di essere il classico slasher, quello che sa andare fino in fondo, più di potenza che di tecnica, visto che il controllo del corpo è ancora da affinare in certe situazioni, oltre che consentirgli, da tre anni a questa parte, di esser rimbalzista da oltre sette a sera. La seconda portata la potrebbe servire direttamente lui, visto come sa giocare per i compagni: le doti di assist-man sarebbero infatti notevoli per una point guard di 1.70, figuriamoci per uno con sto corpaccione. Intendiamoci: non è Jason Williams, ma le fucilate ad una mano dal palleggio, la morbidezza e precisione con cui serve i lob ai lunghi e alcune intuizioni donategli da una superba visione del gioco si lasciano più che guardare. Di contorno, se vi aggrada, c’è un tiro da fuori che, pur ancora non sicurissimo, è in netta crescita: tralasciando l’apprendistato da freshman, negli ultimi tre anni è salito dal 26% al 37% nelle triple, passando dal 36% al 42% dal campo. Oltre alla conclusione dall’arco sta sviluppando anche il jumper dai cinque metri, particolare non di poco conto visto che con quelle doti fisiche può prenderlo pressoché sempre. Siccome frutta, dolce e caffè si possono anche saltare, ma l’amaro arriva sempre, andiamoci direttamente: la mobilità di piedi è buona, però in difesa tende ancora a fidarsi troppo del suo gioco (pur ottimo) sulle linee di passaggio; il ball-handling è buono ma non eccezionale, e come detto la sua dimensione offensiva è ancora tutta in divenire, anche perché in lunetta non è che sia esattamente Mark Price (59% nel quadrienno collegiale).

Ecco, la cosa bella è che nei Mock Draft naviga la tra la fine del primo giro e l’inizio del secondo. Il che significa che il salto in NBA potrebbe collocarlo in una squadra di vertice, situazione che al momento ci pare più adatta per far sì che uno come lui migliori passo dopo passo ma dando subito un fattivo contributo. Ma c’è da scommettere che nelle prossime due settimane T-Will farà di tutto per portare i Cards al gran ballo di Detroit e far ricredere i suoi (tanti) detrattori ancor di più dopo il titolo della Big East. Si parte stasera, contro Morehead State; ma, comunque vada a finire il Torneo di Lousville, per noi uno che gioca con quella voglia di divertirsi e divertire, sempre col sorriso sulle labbra e con un’emozionalità pazzesca, vince in partenza.

Michele Talamazzi

Ncaa Tournament First Round in 'picture'

Ncaa Tournament First Round: Valanga per Huskies e Tar Heels, che colpo Western Kentuky

(16) Radford Vs (1) North Carolina

Pronti via e nel giorno dell’assenza di Ty Lawson, North Carolina da la sua prima prova di forza, tanto per mettere in chiaro il perché della numero. Scollinati i 100 punti (58:101 il risultato finale), per i Tar Heels è stato fin troppo facile avere la meglio nei confronti di Radford Higlander. Senza una delle punti di diamante la Roy Williams Band si affida al solito Hansbrough (22) e ad Wayne Ellington (25) nonostante il 5/14 dalla lunga distanza.

(16) Chattanooga Vs (1) Uconn

Immediata e ancora più pesante la risposta degli Huskies di Uconn (47:103) che annichiliscono Chattanooga con il punteggio finale di 103:47. Cinque uomini in doppia cifra e triplo ventello per Connecticut griffato dal trio Robinson (24)-Thabeet (20+13)-Price (20 con 5/11 da tre).

(15) Cal State Northridge Matadors Vs (2) Memphis

Non certo sulla falsa riga della coppia da numero 1, ma pronostici rispettati anche sugli altri campi: passa dopo i patemi d’animo della prima frazione di gioco, Memphis che deve sudare più delle proverbiali sette camice per mettere in tasca vittoria (70:81) e Cal State Northridge Matadors (Townsend 14, Daniels 14). A togliere le castagne dal fuoco per i Tigers l’immenso esordio di Roburt Sallie che chiude con un’altrettanta immensa prova dalla lunga distanza con 10/15 da tre e 35 punti finali (Anderson 13, Evans 15).

(12) Northern Iowa Vs (5) Purdue

Rischia la beffa nel secondo tempo Purdue che dopo aver chiuso i primi venti minuti di gioco con un vantaggio in doppia cifra (32:20), abbassa la guardia e si salva sulla sirena (56:61) dopo i ‘montanti’ provenienti da Northern Iowa (Eglseder 13, Ahelegbe 11) che stavano per far vacillare i Boilermakers (Moore 17, Johnson 14).

(9) Butler Vs (8) LSU

Sulla carta doveva essere il match più equilibrato insieme a quello tra Texas A&M e Brigham Young, vista la posizione le ranking del torneo e alla fine match equilibrato è stato (71:75). A portare a casa il passaggio del turno sono stati i Tigers di LSU (Thornton 30, Mitchell 14) complice la palla persa da Veasley per Butler (Howard 22, Mack 18) negli ultimi secondi ed i liberi di Chris Johnson che hanno fatto scorrere i titoli di coda sulla contesa finale.

(9) Texas A&M Vs (8) Brigham Young

Accennata i precedenza e decisa nel primo tempo (79:66) il face to face tra gli Aggies guidati da Bryan Davis (21) ed i Cougasars della coppia Cummard (17)-Fredette (18).

(10) Maryland Vs (7) California

Le regole lo si sa sono fatte per avere le loro eccezioni. A invalidare quella del pronostico legato al numero del ranking del tabellone, ci pensa Maryland (84:71) che sovverte i favori tutti puntati su California. Decidono i 27 di Vasquez (13/28 totale dal campo), mentre inutili i 22 di Theo Robertson ed i 14 di Randle i Golden Bears devono alzare bandiera bianca (7/24 dalla lunga distanza).

(10) Minnesota Vs (7) Texas

Undici su 20 da tre punti, 55% totale, 8/15 nella stessa statistica di Abrams (26) e Texas regola (62:76), non senza però qualche patema, la questione Minnesota e Westbrook (19 con 10/18 al tiro) complice anche i numeri di Pittman (7/12) e Damion James (18).

(14) American College Vs (3) Villanova

Sfiorato il ‘dramma cestistico’ al Wachovia Center di Philadelphia. Nella città dell’amore fraterno, Villanova stava incappando nella prima sorpresa della notte, ma in senso negativo. L’aggressività e la voglia di American College, ma soprattutto i tiri e le triple infilate allo scadere o con enorme facilità (10/30 totale e 6/14 solo di Garrison Carr che chiude con 22), hanno costretto i Wildcats a rincorrere e ingranare subito le marce alte per riprendersi la parità prima e poi lanciare il rush finale verso la vittoria (67:80). Fondamentali le prove di Dwayne Anderson (25 e 13/15 totale) e Dante Cunningham (25 e 7 rimbalzi).

(10) Michigan Vs (7) Clemson

Canestro e fallo di Harris (23, 7 rimbalzi e 6 assist) e due palle parse nel finale di Clemson (Booker 18+11 rimbalzi, Rivers 13) consegnano a Michigan la vittoria nell’altra eccezione della notte Ncaa (62:59).

(13) Akron Vs (4) Gonzaga

Avanti nel primo tempo e sfida punto a punto fino a circa metà secondo tempo da parte di Akron, che sfiora ed accarezza l’idea di piazzare il colpo e buttare fuori Gonzaga. I Buldogs, però, salgono di tono nel finale e Heytvelt (22 e l’unica bomba a bersaglio nel finale per lanciare la fuga decisiva), mette la ciliegina sulla torta impastata e decorata da Downs (15) e Bouldin (10).

(15) Binghamton Vs (2) Duke

Partenza razzo e senza soste quella dei Blue Devisl di coach K, che travolgono Bearcats di Dj Rivera (20) in partita solo nei primissimi minuti succesivi alla palla a due prima di cedere di schianto. Doppia cifra di vantaggio al termine dei primi venti muti di gioco, valanga al suono della sirena finale e gioco corale che paga per Duke (Singler 10, Thomas 14, Henderson 13, Williams 11, Scheyer 15, Smith 13).

(15) Morgan State Vs (2) Oklahoma

Scontata e forse a tratti anche monotona la vittoria dei Sooners che mangiano in un sol boccone Morgan State (Holmes 14, Kately 11) con la prima prova tutta da scout Nba di Blake Griffin. Il candidato alla scelta numero uno del prossimo Draft chiude a quota 18 nel primo tempo, ne mette 28 in totale con 13 rimbalzi e sprazzi anche di show time. Abbondantemente avanti nel punteggio si rintuzzano anche le statistiche dell’altro Griffin, Taylor, (18) e quelle di Willie Warren (16).

(11) Virginia Commonwealth Rams VS (6) Ucla

Si infrange sul tiro sbagliato di Maynor (21) allo scadere i sogni di gloria e di colpaccio dei Rams che dopo essere stati attaccati agli avversari per tutto il primo tempo ed aver operato la rimonta nel finale di partita dopo vari svantaggi in doppia cifra, chiudono la loro avventura nel torneo con qualche rammarico, ma anche con qualche soddisfazione come quella di aver messo paura alla numero 6 del tabellone nazionale. Bruins che esordiscono con una prova a corrente alternata, fatta da buoni momenti e buona pallacanestro e vuoti paurosi specialmente per il prosieguo del cammino nel tabellone. Sperperare vantaggi in doppia cifra e cavarsela all’ultimo secondo può accadere contro i Rams, ma di sicuro non si può sempre sperare nella sorte (Shipp 16, Holiday 13).

(12) Western Kentuky Vs (5) Illinois

La rassegna di questa prima parte di primo turno si chiude, dopo tanti tentativo sfiorati in altri campi, con il colpaccio della notte: Western Kentuky fa suo il Rose Garden di Portland e cancella le velleità di una Illinois sempre sotto nel punteggio e che solo nel finale ha tentato il tutto per tutto con una rimonta che si è conclusa con 8’’ sul cronometro finale ed i due tiri liberi a bersaglio di Anthony Sally che lanciano la festa degli Hilltoppers (Pettigrew 17, Mendez-Valdez 11, Slaughter 14, Kerusch 14).

West Regional: Washington vs Mississippi State

Era una delle partite piu’ attese del primo turno ad Ovest e, possiamo dirlo, ha tradito le attese. Troppo forte Washington per una Mississippi State rimasta in partita solo per un tempo, anche meno. Troppo forte e quadrato il team in canotta bianca. Nel primo turno di West Regional, hanno vita facile gli Huskies ben oltre il 71:58 finale. L’energia di Washington e’ tutta negli occhi alla Schillac i stile Italia ’90 di Overton, la solidita’ di Brockman in vernice, il 23+7 di un Pondexter assoluto dominatore del confronto con Augustus. Non c’e’ stata piu’ partita nella ripresa, una piccola accelerazione degli Huskies e ‘goodbye’ Bulldogs. C’era molta curiosita’ per vedere all’opera alcuni prospetti interessanti: si conferma Brockman giocatore piu’ da Europa che Nba, mentre Pondexter resta un rebus. Se giocasse sempre cosi’ allora un pensierino ai pro, seriamente, potrebbe anche farlo. Che dire di Isiah Thomas: ilf reshman ha ottimi numeri, alcuni dicono che e’ futuribile per la Nba, ma il cammino da fare e’ lungo. Sull’altro fronte ben poca roba, anzi ha stupito la scarsa reazione avuta durante il break di secondo tempo anche se i falli a carico di Jarvis Varnado hanno condizionato l a sfida. Sul sentiero degli Huskies, ora, c’e’ Purdue, avversario scomodo e sicuramente piu’ attrezzato di Mississippi State. E’ ufficialmente iniziata la March Madness. Si salvi chi puo’. c.anz.