Tra poche ore avrà inizio la follia di marzo. Negli stati Uniti, in questo periodo, non si parla d’altro; non c’è partita di NBA, NFL e NHL che tenga; occhi puntati sul college basketball, dalla Casa Bianca fino al playground all’angolo della strada.
Il neo presidente degli States Barack Obama, ex giocatore di basket nonché grandissimo tifoso dei Chicago Bulls, la squadra della sua città, ha provato a fare i pronostici sull’esito finale del torneo NCAA; il suo personale “bracket”, il tabellone che comprede le 64 formazioni ammese al torneo, ha visto entrare nelle Final Four Lousville, Memphis, Pittsburgh e North Carolina, e proprio quest’ultimi, sono stati “nominati” dal Presidente quali candidati numero uno alla vittoria finale.
Fatta eccezione per Memphis, il Presidente non è andato molto distante dalle numero uno del bracket:
Pittsbu
rgh: le Pantere mirano senza dubbio a bissare il successo degli Stealers del Football, il Santonio Holmes della situazione potrebbe essere proprio il senior Sam Young, ala atletica che viaggia a 18 punti di media e pronto a finalizzare i suggerimenti dell’altro senior Levance Fileds (10 punti e 7 assist); se poi aggiungiamo quella forza della natura di Dejuan Blair (15.5 e 12 rimbalzi per allacciata di scarpe), un’atleticità ed un fisico granitico che gli permettono di andare ben oltre la sua statura, si capisce come i tifosi di Pittsburgh sono pronti a segnare l’anno 2009 nel loro personale calendario dei buoni ricordi.
Lousville: è la squadra più in forma del momento: 20 vittorie nelle ultime 22 partite e una striscia aperta di 10. Coach Pitino può vantare un mix tra front line e back court di prim’ordine: Terrene Williams, vero alla round, eccelle in ogni aspetto del gioco, e la prova l’ha fornita la gara contro Syracuse chiusa con 11 punti, 7 rimbalzi, 6 assist e 7 recuperi; Earl Clark 18 punti, 9 rimbalzi e 4.6 assist di media, con percentuali di tiro molto vicine al 50% e una verticalità da far rabbrividire persino i cardinali rossi che fanno da logo alla squadra; sugli esterni Jerry Smith e Preston Knowles, col le loro medie da tre ben oltre il 40 % fanno si che le difese avversarie debbano preoccuparsi non solo dei lunghi in canotta bianco-rossa.
Connecticut: un uomo solo al comando e la sua maglia è pure bianco azzurra, beh non proprio come quella di Fausto Coppi ma un azzurro tendente più al blu, il suo nome è Hasheem Thabeet.
I destini degli Huskies molto dipendono dal centrone tanzanese che viaggia a 13.7 punti per gara conditi con 11 rimbalzi e quasi 5 stoppate di media. Se Hasheem
decidesse di dichiararsi eleggibile al prossimo draft non scenderebbe dalla 3° posizione di scelta. Per ora, però, coach Jim Calhoum si affiderà al suo talento e a quello di A.J. Price (14 punti, 4.7 assist di media con il 41% da 3) per superare le difficili rivali dell’Ovest, Memphis in testa.
North Carolina: dal blu scuro di Uconn a al Blue Carolina dei Tar Heels. Sono loro la numero uno assoluta, e no soltanto per pronostici presidenziali. Lo scorso anno fallirono la corsa al titolo perdendo la semifinale proprio contro i futuri campioni di Kansas. Quest’anno non possono e non devono deludere. I punti di forza del team di Roy Williams sono sempre loro: Psycho T, Tyler Hansbrough, possente sotto i tabelloni con 8.4 rimbalzi di media catturati e principale realizzatore con 21.4 punti a partita; Ty Lawson, guardia tascabile che viaggia a 16 punti e 6.5 assist di media, ma al quale

