martedì 7 aprile 2009

La notte magica e storica dei Tar Heels

Non una semplice vittoria, non un semplice titolo nazionale Ncaa, ma il tutto è costellato e ornato dalla parola record. Record come il numero degli spettatori presenti alla Ford Field Arena di Detroit (oltre 74.000 con l’ultimo exploit datato fine anni ’80 con circa 68.000 ‘attenders’), record per i Tar Heels per il numero di titoli vinti nella loro storia a quota 5 successi finali e quinto College ogni epoca e speciale classifica diretta e capeggiata da UCLA con 11. Record come le otto palle rubate da Ty Lawson e commentatori della CBS costretti ad una battuta su una sorta di CSI Detroit per cercare di fermare l’Arsenio Lupine sul rettangolo da gioco (e menzione anche nell’apposita cerchia di giocatori che durante il torneo delle Final Four hanno messo assieme dieci palle rubate, ma soprattutto quinto giocatore dal 1997 ad aver realizzato almeno 100 punti, 30 rimbalzi e 20 assist in tutto il torneo Ncaa). Non proprio record, ma un qualcosa che ci va molto vicino, il 60% abbondante di primo tempo che ha effettivamente messo la parola fine alla partita prima ancora che il countdown definitivo avesse segnato il triplo zero (00.0 ndr). Record lo sono invece i 55 punti segnati in un solo tempo con North Carolina che si pone in vetta alla classifica di questa speciale categoria. ‘Cosa vuoi di più dalla vita?’ recitava un famoso spot di amaro italiano, la risposta in questo caso ci porta direttamente all’ultimo capitoletto di una storia che porta il nome di North Carolina in vetta agli ambienti cestistici a stelle e strisce prima che tutta l’attenzione si sposti sui playoff Nba: il titolo di Mvp assegnato ad Wayne Ellington che chiude la sua personale serata magica con 19 punti e una sfilza di tiri da tre punti che hanno spezzato in due il cuore e l’anima degli Spartans.
Già poi c’è stata anche una partita, quella che dopo nemmeno 9’ minuti di gioco era già nettamente nelle mani dei Tar Heels (11:24) che ci hanno messo davvero poco per far capire alla truppa di coach Izzo che quella in questione non era ancora la loro serata. Una sentenza della Corte di Cassazione passata in giudicato (e per quelli che masticano poco linguaggio giuridico vuol dire senza nessuna possibilità di essere cambiata a meno di sovversioni o eliminazione materiale dell’istituto giuridico ) i primi venti minuti di North Carolina che sommergono gli avversari con un Wayne Ellington in grande spolvero. Lawson ringhia, tanto per usare un eufemismo, sulle caviglie di Lucas e in generale su tutti gli esterni di Michigan State, arrivano palle recuperate a profusione industriale e contripiedi imicidiali. Gli Spartans non riescono a reagire e porre un freno all’emorragia ed allora ecco che arriva il primo record di serata: 55 punti in solo tempo e record Ncaa (34:55). Ad evitare venti minuti di puro ‘garbage time’ ci pensa Suton che preso da un raptus di orgoglio prova nei primi minuti di secondo tempo di mettere in piedi la più disperate delle rimonte. Non è la serata giusta. Le triple del lungo di MSU sono una voce nel deserto. Lucas stenta a stargli dietro (14 ma 7/20 al tiro), Summers altrettanto (4/10), mentre Morgan non ci riesce (4 con soli due tiri in 20 minuti di gioco) e allora ecco che i Tar Heels all’ultimo giro di bolina alzano lo spennaker e veleggiano a gonfie vele vero il loro secondo titolo negli ultimi cinque anni, cosi come il secondo titolo del coach di NCU Roy Williams in sette apparizioni alle Final Four.
Domenico Pezzella

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