venerdì 24 aprile 2009

NBA FIRST ROUND: I Celtics ingranano la quarta, sbancato lo United Center

Pierce ha segnato 24 punti, Rajon Rondo ne ha aggiunti 20 e i campioni uscenti hanno battuto i Chicago Bulls per 107-86 andando sul 2-1 nella serie. Le squadre si sono divise due drammatiche gare a Boston, ma questa partita non è mai stata in dubbio. I Celtics erano in vantaggio di 11 punti alla fine del primo quarto, e di 22 all’intervallo, sulla strada di un facile successo. Ora, Boston è in buona forma andando a gara 4 di domenica, anche se l’infortunato Kevin Garnett in questi giorni indossa un vestito normale e non la sua uniforme da gioco. Rondo è sembrato stare bene dopo la distorsione alla caviglia destra di gara 2 e aver saltato l’allenamento martedì, sfoderando un’altra prestazione dominante. Anche oltre all’aver chiuso segnando 8 dei suoi 15 tiri, e con 11 rimbalzi e 6 assist sul tabellino. Ora nella serie viaggia a 22.7 punti, 9.7 assist e 10.7 rimbalzi a incontro. Pierce finalmente ha fatto il suo dopo due incontri in cui non si era fatto molto vedere, segnando i suoi primi 6 tiri della partita e chiudendo con un 9-su-15 complessivo. Ray Allen ha aggiunto 18 punti dopo i 30 segnati, inclusa la tripla decisiva, nella vittoria dei Celtics per 118-115 in gara 2, giocata lunedì. E oggi Boston ha tirato 12-su-21 da tre punti. I Bulls hanno ricoperto l’arena di petali di rose in onore di Derrick Rose, che è stato nominato Rookie of the Year mercoledì, ma non hanno potuto ricoprire anche Pierce, Rondo o Allen. I Bulls non riuscivano a tenere il pallone. Non riuscivano nè a tirare nè a segnare i tiri liberi. È stata una di quelle serate. I Bulls hanno perso 22 possessi, hanno tirato con il 37.5 % dal campo e 17-su-27 dalla lunetta, dopo il 46-su-51 dei primi due incontri. Ben Gordon ha realizzato 15 punti, frutto di un 5-su-13 al tiro, prestazione ben lontana dai 42 di gara 2, mentre John Salmons ne ha aggiunti 14. Rose, che ne ha messi 36 nella vittoria all’overtime dei Bulls in gara 1, ha perso il duello personale con Rondo, chiudendo con 9 punti, 7 palle perse e 2 assist. Contento di essersi rifatto delle prime due partita, Pierce ha attaccato subito la difesa, segnando 13 punti nel primo quarto in cui i Celtics sono andati sul 32-21. Ha segnato andando dentro, infilando jumpers, segnando da tutte le angolazioni. È sembrato di nuovo sè stesso dopo aver tirato con il 40% segnando 20.5 punti a partita nelle prime due gare. Che non fosse venuto fuori prima è stata una sorpresa, considerando che il suo marcatore – Salmons – ha uno stiramento all’inguine. Rondo invece è sempre costante. Qualsiasi dubbio sulla sua caviglia è stata rapidamente fugato con i 9 punti del primo quarto, fissati da una tripla. Allen è stato tranquillo per la gran parte del primo tempo fino agli ultimi 1:10, quando ha imitato una tripla di Marbury segnandone due lui stesso per il 59-37. È stata una prova impressionante da parte dei Celtics, che stanno cercando di farcela anche senza Garnett. Le possibilità di un ritorno di The Big Ticket nella postseason sono ancora in dubbio a causa di una stiramento di un ginocchio che lo ha limitato a giocare solo quattro partite negli ultimi due mesi.
(fonte it.nba.com)

NBA FIRST ROUND: Dallas è un rullo compressore, San Antonio va Ko

Durante un timeout nel terzo quarto, Tim Duncan, Tony Parker e gli altri titolari degli Spurs sono tornati in panchina. E lì sono rimasti per il resto della partita. Sentitosi umiliato fin dalla palla a due, Greg Popovich ha deciso che gara 3 della serie contro Dallas era una causa persa. Invece di colpire gli Spurs con il gioco duro - come aveva minacciato Dampier – Dallas ha affrontato San Antonio con una difesa asfissiante, con un Nowitzki finalmente ispirato e con l’energia del pubblico di casa, andando a vincere 88-67 e portandosi 2-1 nella serie. “Grande partita”, ha detto Nowitzki. “Abbiamo lottato l’uno per l’altro.” Dampier, che aveva messo in allerta gli uffici della lega con le sue dichiarazioni bellicose nei confronti di Parker, non ha nemmeno mai sfiorato il francese durante il match, anche se gli ha respinto un tiro in maniera del tutto pulita nel primo tempo. Dallas ha limitato SA a soli 30 punti nel primo tempo, per poi portarsi sul 62-36 con 7:42 da giocare nel terzo periodo. E’ qui che Popovich si è arreso, togliendo i suoi titolari e facendoli riposare in vista di gara 4. “Non vedevo come avremmo potuto recuperare”, ha ammesso Popovich. Le riserve degli Spurs non si sono comportate meglio dei titolari, avendo chiuso con il più basso numero di punti nella storia dei playoff per SA. Le percentuali sono state talmente brutte – una cosa come 31.2 percento dal campo, e 2-17 da tre – che Popovich ha messo da parte il tabellino all’inizio della conferenza stampa nel post partita. “Abbiate pietà”, ha detto Popovich, ridendo. “E’ stato già abbastanza dover assistere a questo. Ora volete farmi vedere anche le statistiche?” I Mavs non avevano mai subito così pochi punti nei playoff, e sono 16-1 in casa dopo l’All-Star game e 7-1 nelle partite che seguono una sconfitta di 20 punti. Ora Dallas deve dimostrare di saper amministrare e controllare la situazione. Dopo aver vinto gara 1, i Mavs sono scesi in campo molli in gara 2, venendo travolti più o meno come loro hanno travolto gli Spurs sta notte. “L’obiettivo è di mantenere lo stesso spirito anche sabato”, ha detto coach Carlisle. “E’ stata una grande prova e una grande vittoria, ma è solo ancora un piccolo passo.” Nowitzki ha sbagliato il suo primo tiro, ma ha poi segnato i successivi cinque. Ha chiuso con 20 punti e sette rimbalzi, e si è seduto definitivamente in panchina quando il vantaggio di Dallas ha raggiunto le 30 lunghezze. Josh Howard ha fatto 17 punti e preso 8 rimbalzi, mentre Dampier ha segnato 2 punti con 9 rimbalzi e tre stoppate. Barea ha totalizzato 13 punti e 7 assist nel suo primo match di playoff in quintetto base, e Jason Kidd ha servito sei assist e catturato 8 rimbalzi. L’unico canestro di Kidd è stata la tripla che ha preceduto la resa di Popovich nel terzo quarto. “Così è come dobbiamo giocare sempre in termini di ritmo di gara”, ha detto Jason Terry di Dallas. “Difensivamente, abbiamo giocato con molta energia.” Parker è stato il miglior marcatore dei suoi con solo 12 punti – una bella differenza rispetto ai 38 di gara 2. Ha realizzato solo 5 dei 14 tiri tentati, e ha perso tanti palloni quanti gli assist serviti (tre). Duncan ha segnato quattro punti con 2-9 al tiro, facendo tanti falli quanti rimbalzi catturati (due). “Dobbiamo scendere in campo con molta più energia”, ha detto Parker. “Punto e basta.” Prendendo forza da un pubblico già carico prima della palla a due, Dallas ha costretto SA a sbagliare i primi cinque tiri della sua partita. In più, hanno segnato i loro primi quattro tiri facendo impazzire ancora di più i 20,491 dell’American Airlines Center. Gli Spurs non sono riusciti a combinarne una giusta invece. Hanno spesso preso tiri con pochi secondi sul cronometro, che raramente sono entrati. Si sono fatti intercettare per ben sei volte un passaggio – alcuni erano talmente mal calibrati da sembrare passaggi per Dallas – e si sono fatti bloccare cinque tiri. Se non fosse stato per un canestro sulla sirena di George Hill, SA avrebbe eguagliato il suo peggior totale di punti in un tempo nei playoff. “Questa è stata una pessima partita”, ha detto Duncan. “Spero di scendere in campo sabato comportandomi da leader.”
(fonte it.nba.com)

NBA FIRST ROUND: Deron Williams gela i Lakers

Dopo aver faticato al tiro per tutta la sera, Deron Williams ha avuto il lampo di genio giusto in tempo. Il tiro in fadeaway a 2.2 secondi dalla fine ha permesso a Utah di battere i Los Angeles Lakers per 88-86, per la prima vittoria dei Jazz in questo primo round dopo due sconfitte consecutive. Williams ha tirato invece di passare a Carlos Boozer, segnando solo il suo terzo canestro dal campo e dando un po' di speranze a Utah per questi playoff. "Volevo rimediare con questo ultimo tiro", ha detto Williams, che ha chiuso con 13 punti e 9 assist. Boozer è stato il miglior realizzatore dei Jazz con 23 punti e ha eguagliato il record di franchigia ai playoff con 22 rimbalzi. Utah ne ha catturati 55 in totale contro i 40 di Los Angeles. Invece di andare sul 3-0, i Jazz hanno ora la possibilità di pareggiare i conti sabato, con gara 4 in casa. Dopo aver tirato col 58% nelle prime due partite, i Lakers hanno realizzato un 32/87 in gara 3. Los Angeles ha avuto l'opportunità di vincere sulla sirena, ma Kobe Bryant ha fallito la tripla e le speranze di un facile passaggio del turno con conseguente lungo periodo di riposo sono svanite. Bryant ha segnato 18 punti malgrado il suo 5/24 dal campo. "Non ho tirato molto bene", ha detto Bryant. "Non sono riuscito a sfruttare le mie opportunità in attacco". Lamar Odom ha guidato i Lakers con 21 punti e 14 rimbalzi. Pau Gasol ne ha aggiunti 20 con 9 rimbalzi. Los Angeles ha dovuto affrontare una difesa molto più solida di quella vista nei primi due incontri. "Stasera li abbiamo attaccati spesso, invece di lasciar fare loro ciò che volevano", ha detto il coach di Utah, Jerry Sloan. "Abbiamo reso loro la vita difficile". I Jazz hanno dovuto fare a meno ancora una volta di Mehmet Okur, che è fuori con un problema al tendine del ginocchio destro, ma sono riusciti comunque a battere i Lakers senza il loro secondo miglior realizzatore. Entrambe le squadre sono state discontinue, eccellendo in un quarto e fermandosi in un altro. Utah si è ritrovata nell'ultimo quarto, dopo aver segnato solo 17 punti nel secondo e terzo, mettendone 28 contro i 18 dei Lakers e riuscendo sempre a tornare in vantaggio a ogni pareggio di Los Angeles. "Questo è il nostro tipo di partita, un incontro giocato molto in difesa", ha detto Williams. "Oggi abbiamo giocato alla grande in difesa, e il tabellino lo dimostra". Odom ha pareggiato (82-82) a 1:07 dal termine, poi Boozer ha riportato Utah avanti 20 secondi dopo. Bryant ha pareggiato nuovamente con 28 secondi sul cronometro, ma ancora Boozer ha segnato in schiacciata dopo aver dribblato Gasol a 16.9 secondi dalla fine. Gasol ha risposto con una schiacciata per l'86-86 con 11.7 da giocare. Dopo un timeout, Williams ha trovato il tiro giusto mentre i Lakers si aspettavano il solito passaggio. "Stavano facendo un buon lavoro, riuscendo a coprirlo sempre. Questa volta sono andati a difendere su di me e lui ha avuto la possibilità di tirare", ha detto Boozer. Williams ha chiuso con un 3/7 e con un 7/12 dalla lunetta, ma è stato supportato maggiormente dai suoi compagni. Ronnie Brewer ne ha messi 12, Paul Millsap ha preso 14 rimbalzi e le riserve Kyle Korver e Matt Harpring hanno aiutato i Jazz a ritrovare il vantaggio nell'ultimo quarto dopo essere andati sotto di 13. Korver ha chiuso con 11 punti e Harpring ne ha aggiunti 10. "Le loro riserve ci hanno davvero fatto male", ha detto il coach dei Lakers, Phil Jackson. Dopo aver segnato 41 punti nel primo quarto a Los Angeles, i Lakers ne hanno messi solo 17 nella prima frazione di gara 3. Sono riusciti a rimediare nei due quarti centrali, aprendo il terzo periodo con un 15-1. Los Angeles ha messo 10 dei suoi primi 15 tiri nel terzo quarto, che ha chiuso sul 68-60. Korver ha messo la tripla per ridurre lo svantaggio dei Jazz in singola cifra alla fine del terzo quarto, poi Utah ha iniziato l'ultimo quarto con un 15-4 per tornare in vantaggio. Williams ha accorciato con due liberi (72-71), poi la schiacciata di Harpring è valsa il +1 per Utah. Bryant ha cercato di prendere in mano la partita, ma ha commesso fallo in attacco su Millsap mentre cercava la penetrazione, poi gli è stato fischiato il quarto fallo meno di un minuto dopo. Ha provato nuovamente la penetrazione e questa volta è stato stoppato da Millsap. "Stasera molte cose non hanno funzionato per lui, ma questo succede a tutti", ha detto Jackson. "Ha comunque realizzato alcune giocate importanti".
(fonte it.nba.com)

mercoledì 22 aprile 2009

NBA FIRST ROUND: Roy è mostruoso, serie pareggiata

Brandon Roy ha segnato 42 punti e ha così aiutato i Portland Trail Blazers a battere 107-103 gli Houston Rockets ed a pareggiare la serie-playoff, che è ora 1-1. Aaron Brooks ha guidato sia i realizzatori della propria squadra con 23, sia il parziale della disperazione dei Rockets, che non riescono a superare il primo turno dal 1997. Von Wafer ha segnato 21 punti uscendo dalla panchina, un ottimo apporto per la "sorpresa" dei texani. LaMarcus Aldridge ha segnato 27 punti e si è conquistato 12 rimbalzi per i Blazers, che non avevano mai perso entrambe le partite casalinghe di apertura di una serie playoff ed hanno giocato una delle loro partite più ruvide dell'anno. La schiacciata di Greg Oden ha portato Portland sull'89 pari a 4:45 dal termine, subito dopo, Steve Blake dava il via alla fuga dei Blazers con un delizioso sottomano. Quando, a pochi secondi dalla fine, Outlaw e Roy segnavano prima un bel tiro in sospensione e poi un'improbabile tripla portando il punteggio sul 96 a 90 in favore della squadra dell'Oregon, sembrava che questi ultimi avessero dato lo strappo decisivo, ma i Rockets si sono riportati sul 100 a 104 a 6,3 secondi dalla fine grazie ad una bomba di Brooks, che ne ha poi infilata un'altra inframezzata solo da un libero di Roy: 103 a 105 ad 1,5 dalla sirena. Fortunatamente per Portland, Rudy Fernandez ha poi segnato entrambi i liberi a sua disposizione ed ha messo in ghiaccio la partita. I Rockets hanno vinto la prima partita 108 ad 81 costruendosi un grosso vantaggio e dominando dei nervossimi Blazers fin dall'inizio. Yao Ming era stato perfetto, aveva segnato tutti e 9 i suoi tentativi dal campo e tutti i suoi 6 liberi, chiudendo così a 24 punti, tutti nella prima metà dell'incontro. Questa volta, Joel Przybilla, centro dei Blazers, ha cambiato approccio con Yao decidendo di farlo giocare maggiormente fronte a canestro e meno spalle ad esso. Coach Nate McMillan ha utilizzato sia Przybilla che Oden nello stesso momento, l'aveva fatto solo 1 una volta in precedenza. Il risultato è che Yao ha segnato soli 11 punti, ha raccolto 8 rimbalzi ed ha avuto subito problemi di falli. Portland non arrivava ai playoff dal 2003. La squadra è riuscita a guadagnarsi il quarto posto ad Ovest battendo i Denver Nuggets nell'ultima di campionato. I tifosi che popolavano il Rose Garden stanotte, non si sono certo fatti abbattere dalla prima sconfitta ed hanno incitato i propri beniamini dal primo all'ultimo minuto. Uno di essi aveva un cartello con su scritto: "Ci Credo Ancora!" Il centro di riserva dei Rockets, Dikembe Mutombo, si è infortunato alla gamba sinistra durante il primo quarto ed è stato portato via in barella. Mutombo, che nella prima partita della serie aveva giocato 18 minuti ed aveva preso 9 rimbalzi, si è scontrato con Oden ed è caduto male. Dopo esser rimasto a terra dolorante per qualche secondo, è stato portato via: un'esamine preliminare ha parlato di stiramento dei legamenti del ginocchio sinistro.
(fonte it.nba.com)

NBA FIRST ROUND: I Jazz ci provano, ma passa LA

Utah ci ha provato, avvicinandosi inesorabilmente a ridosso di L.A. più e più volte. I Lakers non hanno mai mollato, restando sempre in vantaggio fino alla fine. Kobe Bryant ha segnato 26 punti, Pau Gasol ne ha aggiunti 22 e Lamar Odom 19 dalla panchina, nella vittoria per 119-109 sugli Utah Jazz in gara 2 del primo turno dei playoff NBA 2009. Il coach dei Lakers Phil Jackson ha fatto registrare la sua 195esima vittoria in carriera nei playoff, più di chiunque altro nella storia NBA. Deron Williams ha segnato il suo massimo in carriera con 35 punti, e Carlos Boozer ha totalizzato 20 punti e 10 rimbalzi per i Jazz, che ospiteranno i Lakers a Salt Lake City in gara 3 giovedì sera. Utah ha dovuto ancora fare a meno di Mehmet Okur. I Jazz hanno perso la loro 11esima partita consecutiva contro i Lakers alllo Staples Center, contando i playoff. L’attacco dei Lakers ha cominciato subito forte nel primo quarto, ma nel secondo tempo le cose sono cambiate e la partita è stata più equilibrata. L.A. si è portata fino al 96-81 all’inizio del quarto periodo. A questo punto i Jazz si sono affidati a Williams, che con 6 punti di fila ha contribuito a dimezzare lo svantaggio sul 105-99 con 5:22 da giocare. Boozer ha segnato cinque punti consecutivi portando i Jazz a un possesso di distanza sul 109-106 a 3:18 dalla sirena. Il canestro di Odom in contropiede, però, ha dato ossigeno ai giallo-viola, che si sono potuti permettere di sbagliare due liberi con Gasol. Bryant ha segnato un jumper dai sei metri e Ariza una tripla per chiudere un match in cui i Lakers hanno tirato col 60 percento dal campo. Utah si è portata sul meno sei diverse volte durante il terzo quarto, quando i Lakers si sono disuniti in attacco, Kobe ha sbagliato molti tiri, Gasol ha commesso un interferenza in attacco e Fisher ha perso tre palloni. Ogni volta in cui i Jazz si facevano davvero pericolosi, però, i Lakers rispondevano con un canestro. Negli ultimi 2:27, Bryant ha realizzato sei punti consecutivi e l’assist per la tripla di Shannon Brown che ha mandato le squadra all’ultimo mini intervallo sull’89-78. I Jazz ci avevano già provato nel secondo quarto, quando una tripla di C.J. Miles li aveva portati sul 49-43. Ma i Lakers hanno risposto con un parziale di 17-3 che gli ha dato il massimo vantaggio nel match, sul 66-44. Brown ha segnato dalla lunga distanza, Walton ha corretto un errore proprio di Brown, Bryant ha segnato 5 punti in fila e Ariza ha chiuso con un’altra tripla. Anche gli Dei del basket si sono schierati per i Lakers. Un tiro da tre di Odom ha girato attorno a tutto il ferro prima di entrare, mentre un libero di Bryant ha rimbalzato sul tabellone prima di finire dentro. I Lakers non hanno mai trovato una soluzione alle penetrazioni di Williams, che con sette punti ha chiuso il primo tempo riportando i suoi sul 66-55. L.A. ha tirato col 63 percento nel primo tempo, mentre Utah ha chiuso con un ottimo 60 percento. Nel primo quarto i Lakers hanno chiuso con un incredibile 86 percento dal campo, andando al breve riposo sul 41-29. Come in gara 1, Kobe ha cercato di coinvolgere i compagni, mentre lui si è concesso solo un tiro da tre. Ha effettuato sette dei 14 assist dei Lakers nel primo tempo. Andrew Bynum ha segnato 10 punti nei primi otto minuti di gioco, che già rappresentavano il suo massimo in carriera.
(fonte it.nba.com)

NBA FIRST ROUND: I Cavs replicano, Pistons ancora Ko

CLEVELAND - LeBron James si è seduto in panchina e si è messo la tuta, soddisfatto nel guardare i suoi compagni battere i Pistons. Non ce l'avrebbero fatta senza di lui. Sopra di 29 nell'ultimo quarto, i Cavaliers hanno gettato al vento la maggior parte del vantaggio contro le riserve dei Pistons e James è dovuto rientrare per riportare la partita sui giusti binari; Cleveland ha battuto Detroit per 94-82 ed è ora sul 2-0 nella serie. Per tre quarti i Cavs hanno giocato il loro miglior basket. "E' stato bellissimo", ha detto Mo Williams. L'ultimo quarto non è stato così piacevole, ma James non si è lamentato. "Nei primi sette quarti di gara 1 e 2 abbiamo giocato molto bene", ha detto, "Non permetteremo che l'ultima frazione di oggi cancelli quel che è successo in precedenza". James, senza mostrare alcun riguardo nei confronti del piano difensivo che Detroit aveva preparato apposta per lui, ha segnato 29 punti e Williams ne ha aggiunti 21, permettendo ai Cavs di resistere a una rimonta dei Pistons, che sono andati sul -7 a 3:51 dalla fine con un parziale di 27-5. "Abbiamo perso la concentrazione", ha detto Williams. "Lo sapevamo, ma non è niente di cui preoccuparsi. Non penso che accadrà di nuovo". Delonte West ne ha messi 20 e Zydrunas Ilgauskas ha chiuso con 12 per i Cavaliers, che erano sul 79-50 all'inizio dell'ultimo quarto e stavano annientando i Pistons. Ma Detroit non ha mollato e ha fatto prendere a Cleveland e ai suoi tifosi uno spavento che non dimenticheranno facilmente. "Abbiamo perso il controllo", ha detto la guardia Daniel Gibson. "Ma siamo riusciti a ritrovarci". James ha catturato 13 rimbalzi, servito 6 assist e ha realizzato un'indimenticabile schiacciata wind-mill prima di sedersi in panchina per i primi 4:45 dell'ultimo quarto. Ma mentre la star riposava in vista di gara 3 di venerdì, i Pistons, mostrando una grinta che non si era mai vista in queste due partite, sono andati sul -14, costringendo il coach dei Cavs Mike Brown a rimettere James e altri titolari in campo. Richard Hamilton ha segnato 17 punti e Rodney Stuckey ne ha messi 14 per i Pistons, che torneranno a casa con uno 0-2. "Nulla funziona contro di loro", ha detto McDyess. "Dobbiamo praticamente giocare alla perfezione solo per rimanere in partita". Malgrado la vittoria i Cavaliers, che hanno tirato 43 liberi contro i 16 di Detroit, non sono molto soddisfatti. Le loro riserve hanno infatti segnato una volta sola dal campo ed erano in difficoltà verso la fine. "Usciamo di qui con l'amaro in bocca", ha detto Williams. Saldamente sul +15 nel terzo quarto, i Cavs sono andati sul 64-46 grazie a una tripla di Williams. James, autore di 38 punti in gara 1, è passato dietro la difesa di Detroit, è andato su, ha fatto girare la palla in cerchio di fronte a lui prima di sbatterla nel canestro. E' rientrato soddisfatto in difesa, mentre i 20562 fan iniziavano a festeggiare l'ennesima vittoria schiacciante alla Quicken Loans Arena. Ma le riserve dei Pistons (Will Bynum, Arron Afflalo, Amir Johnson, Jason Maxiell e Kwame Brown), hanno riportato Detroit in partita. In poco tempo, quello che sembrava uno scarto impossibile da colmare si è assottigliato pericolosamente. "La nostra panchina ha giocato bene", ha detto McDyess. "Per quanto riguarda i titolari, non abbiamo fatto il nostro lavoro. Loro potevano fare quello che volevano in attacco. Non abbiamo neanche opposto un po' di resistenza nè abbiamo reso loro la vita difficile". "La cosa positiva è che ora cercheremo di prendere esempio dalle nostre riserve. Noi titolari invece non abbiamo fatto niente". La panchina di Detroit ha realizzato 30 punti sui 32 della squadra nell'ultimo quarto. Dopo il canestro in sospensione di McDyess per l'84-77, James, West e Williams hanno messo due liberi a testa per il 90-77 di Cleveland. James ha poi preso un rimbalzo e ha servito Williams con un passaggio schiacciato. Il suo layup ha messo ufficialmente la parola fine al tentativo di rimonta dei Pistons. "Nell'ultimo quarto ci siamo rilassati e non è una cosa che possiamo permetterci", ha detto James. "La cosa importante è che abbiamo vinto, ma non possiamo pensare di non poter chiudere una partita nel modo giusto". Il coach di Detroit Michael Curry voleva una squadra più aggressiva con James. La strategia era di tenerlo fuori dal perimetro per non farlo avvicinare troppo. In gara 1 la star di Cleveland aveva segnato moltissimo da vicino e in layup. Ha funzionato, ma non troppo. James ha tirato solo due volte dall'interno dell'area nel primo tempo, ma è stato bravo a procurarsi dei falli e ha segnato 6 punti dalla lunetta, finendo con 16 punti. I Pistons raddoppiavano su James ogni volta che gli arrivava la palla. I Cavs sono andati sul +13 nel secondo quarto con James in panchina e quando è rientrato Detroit gli ha dato il bentornato assalendolo letteralmente con McDyess, Afflalo e Johnson. Come sempre prima delle partite interne importanti, James è stato il primo ad arrivare ed era sul campo più di tre ore prima dell'inizio. Davanti a un po' di personale televisivo e agli addetti all'ordine dell'arena, James ha lavorato con l'allenatore in seconda Chris Jent su una serie di tiri, movimenti e liberi. "Eravamo pronti a tutto", ha detto Williams. Note: I Cavs hanno vinto sei partite di playoff consecutive contro i Pistons. Dal postseason del 2006, Cleveland è 17-1 quando ha segnato almeno 94 punti. James è finito secondo dietro Dwight Howard di Orlando come miglior difensore dell'anno, un chiaro indizio sul suo ingresso nel quintetto difensivo del torneo. La difesa di James è migliorata di anno in anno e quest'anno si è concentrato molto su questo aspetto, guidando i Cavs con 137 palle rubate e un career-high di 93 stoppate. "Si tratta di orgoglio", ha detto James. "Si tratta di decidere se si vuole marcare bene un avversario o no". TABELLINO: http://it.nba.com/Scoreboard/BoxScore.aspx?game=40800102
(fonte it.nba.com)

martedì 21 aprile 2009

FIRST ROUND: Allen aiuta Boston a pareggiare la serie

Allen ha segnato la tripla che ha spezzato il pareggio a 2 secondi dalla fine chiudendo la sua partita a quota 30 punti, guidando i Boston Celtics nella vittoria per 118-115 contro i Chicago Bulls in Gara 2. Ben Gordon era quasi riuscito a trascinare Chicago al 2-0 in questa serie al meglio delle sette partite. Ha segnato a 12.3 secondi dal termine il pareggio, facendo registrare il suo career-high di punti nei playoffs mettendone 42. Poi Boston ha chiamato uno schema per Allen, che ha ricevuto il passaggio di Rajon Rondo e ha segnato la tripla decisiva. Allen aveva segnato solo 4 punti, frutto di un 1-12 al tiro, nella sconfitta all’overtime di Boston per 105-103 di sabato scorso. Le prossime due partite della serie si giocheranno a Chicago giovedì notte e domenica. Allen ha segnato 28 punti nel secondo tempo, che è diventato una sorta di gara di tiro tra l’All-Star e Gordon. Tiri da tre consecutivi di Gordon hanno portato i Bulls in vantaggio per 109-104 prima della rimonta dei Celtics. Glen Davis ha segnato due tiri liberi e Rondo ha segnato un tiro in sospensione da lontano portando Boston sul 112-11 con 1:01 da giocare. Gordon ha risposto con un jumper dai 5 metri a cui Allen ha ribattuto con una tripla che ha fatto il 115-113 Boston con 25.3 secondi sul cronometro Quindi è stato il turno di Gordon. Ha segnato da vicino alla lunetta prima che i Celtics chiamassero timeout per disegnare il loro gioco finale. Rondo ha palleggiato sulla sinistra mentre Allen si liberava dalla marcatura, poi ha ricevuto il passaggio in ritmo e ha realizzato la bomba mandando la folla in delirio. Gordon ha tentato l’ultimo tiro da metà campo, ma è finito corto. Allen è corso verso la panchina, dove l’infortunato Kevin Garnett, vestito con una giacca sportiva una cravatta, gli ha incominciato a dare pacche sulla testa e sul petto. Mentre andava negli spogliatoi, coach Doc Rivers ha urlato “yeah, yeah,”, scuotendo il pugno e scambiandosi il cinque con i tifosi. Poi, andando alla conferenza stampa post-partita, Rivers ha scherzato, “facile facile, come immaginavo.” Glen Davis ha segnato 26 punti per Boston, superando il suo career high di 24 punti del 21 marzo, e Rondo ha chiuso con una tripla-doppia – 19 punti, 16 assist e 12 rimbalzi. Paul Pierce ne ha aggiunti 18 e Kendirck Perkins ha dato il suo contributo con 16 e 12 rimbalzi. John Salmons ha realizzato 17 punti, il suo compagno Brad Miller ne ha messi 16 per Chicago. I Celtics stavano quasi perdendo nonostante la buona guardia fatta sulla point guard rookie Derrick Rose. Ha chiuso con 10 punti, 7 assist e sei rimbalzi, dopo aver guidato i Bulls in gara 1 con 36 punti e 11 assist. Rondo ha saltato gli ultimi 5 minuti del primo tempo per una leggera distorsione della caviglia destra, ma è ritornato in campo all’inizio del terzo quarto. L’ala di riserva Leon Powe non è ritornato in panchina dopo essere dovuto andare negli spogliatoi all’inizio del secondo quarto. È zoppicato via ma non c’è nessun comunicato su un suo infortunio. Note: Garnett ha passato l’intera partita in panchina, per la maggior parte del tempo in piedi. Nella prima partita, è stato lì nel primo tempo, ma ha passato il resto della gara negli spogliatoi… Il massimo nei playoff di Gordon prima di oggi era di 35 punti… La partita si è giocata nel 23esimo anniversario del record di punti in una partita di playoff della NBA, stabilito da Michael Jordan contro i Celtics, a cui segnò 69 punti. Boston battè Chicago 135-131 dopo un doppio overtime… I lanciatori dei Red Sox Josh Beckett, Jon Lester e Justin Masterson erano a vedere la partita. Masterson è stato il lanciatore vincente nella vittoria per 12-1 contro Baltimore di lunedì… Il proprietario dei Boston Celtics Wyc Grousbeck era alla partita dopo aver finito la Maratona di Boston chiusa in 4:16:49. Si è seduto di fianco al proprietario dei New England Patriot Robert Kraft.
(fonte it.nba.com)

FIRST ROUND: Grande reazione degli Spurs trascinati da Parker

Tony Parker non aveva nessuna intenzione di lasciar tornare i Mavericks a Dallas con due vittorie nella serie. Il francese ha chiuso la serata con 38 punti, una prova da leader e una standing ovation a pochi minuti dalla fine, quando è rientrato in panchina. Al contrario di ciò che è successo nella prima partita, Dallas non è riuscita ad infastidire Parker e compagni, e alla fine i San Antonio Spurs hanno dominato gara 2 vincendo per 105-84 contro i Mavs. Questa vittoria degli Spurs, oltre a pareggiare la serie, rappresenta uno dei più larghi scarti nella storia di questa sfida ai playoff. “Devo cercare di avere una mentalità offensiva durante tutti i possessi”, ha detto Parker. “Anche se non vado a segnare personalmente, devo cercare di attaccare il canestro per magari scaricare a un compagno.” Contro i Mavericks ha fatto tutto ciò. Dallas ha provato a far perdere gli Spurs due volte consecutivamente in casa nei playoff, come non accadeva dal 2002, ma non ha mai trovato una soluzione per limitare il play di San Antonio. Parker ha realizzato 27 punti già all’intervallo, e alla fine ha chiuso con 16-22 al tiro dal campo. C’è stata una grossa differenza rispetto a gara 1, quando il francese segnò 24 punti, ma fu limitato a due soli canestri dal campo nel secondo tempo. “Marcarlo è una sfida”, ha detto la guardia di Dallas Jason Terry riguardo Parker. “Abbiamo provato con quattro o cinque uomini diversi.” Non è stato comunque sufficiente. Parker ha realizzato 19 punti nel primo quarto, esattamente quanto tutta la squadra di Dallas. Parker ha lasciato il parquet a 5 minuti dalla fine, seguito da una grande ovazione – e con l’MVP della partita che lasciava il campo, anche molti tifosi hanno cominciato ad avviarsi verso le uscite. Terry ha segnato 16 punti per Dallas, mentre Nowitzki e Jason Kidd hanno aggiunto 14 punti a testa. Josh Howard ha segnato solo sette punti dopo averne messi 25 in gara 1. “Credo che tornare a Dallas 1-1 nella serie non sia male”, ha dichiarato Nowitzki. “Ma è normale che se vinci la prima vuoi sempre vincere anche la seconda. Non sei contento di un pareggio dopo che hai vinto gara 1.” Nowitzki ha dovuto farsi fasciare il pollice sinistro dopo aver preso un colpo. Il pollice è lo stesso già infortunato mesi fa, che però non dovrebbe creargli grossi problemi. I Mavericks hanno battuto gli Spurs 105-97 sabato sera, con la prima vittoria in trasferta nei playoff dei Mavs dal 2006. Ma non è una situazione nuova per San Antonio: gli Spurs hanno già vinto quattro serie dal 2002 dopo aver perso la prima in casa. Ieri la squadra di coach Popovich ha offerto una prestazione tanto convincente quanto frustrante per Dallas. Mark Cuban, proprietario dei Mavs, ha tirato un pugno a un thermos durante il quarto periodo mentre San Antonio allungava. I Mavericks non vincono una serie nei playoff dal 2006. Vincere al debutto è stato un buon inizio, ma dovranno pensare bene a come fermare Parker in gara 3. I Mavericks sono stati una delle prede preferite di Parker tutto l’anno, che ha viaggiato a 31 punti e sette assist di media in quattro partite di stagione regolare. In gara 1 ha segnato 24 punti, ma è stato messo in difficoltà dai Mavs, in particolare dal fastidioso Jose Barea. Questa strategia non ha funzionato una seconda volta. Parker è arrivato a soli tre punti dal suo massimo in carriera nei playoff – 41- stabilito contro i Suns l’anno scorso. “Io cerco di prendermi ciò che concede la difesa”, ha spiegato Parker. “Sta sera nel primo tempo ha funzionato il ‘pick and roll’ e il mio tiro stava entrando. Poi sono riuscito ad andare in penetrazione.” Tim Duncan ha segnato 13 punti con 11 rimbalzi, e Drew Gooden ne ha aggiunti 13 per gli Spurs. Dallas ha tirato con solo il 39 percento dal campo. Gli Spurs hanno dominato ai tabelloni, vincendo la sfida a rimbalzo 44-28. “Abbiamo parlato molto di non alzare il piede dall’acceleratore”, ha detto Duncan. “In gara 1 abbiamo mollato nel secondo tempo. Oggi volevamo restare solidi difensivamente, e credo che siamo riusciti a farlo nell’arco di tutti i 48 minuti.” Note: Jerry Stackhouse dei Mavs ha lasciato San Antonio domenica per problemi personali. Ha un infortunio al piede, e non dovrebbe giocare in questi playoff... Sia Popovich che Carlisle sono stati maestri del miglior coach dell’anno nominato ieri, ovvero Mike Brown di Cleveland.
(fonte: it.nba.com)

domenica 19 aprile 2009

NBA PLAYOFF FIRST ROUND: Yao alza la voce e batte Portland

Iniziare duro contro i Trail Blazers era il primo passo di un pensiero logico per Yao Ming. "Perchè questa era la prima partita e i primi due minuti dettano il ritmo della prima partita, la quale a sua volta detta il ritmo per la serie", ha detto Yao. Yao ha segnato i primi 11 punti di Houston e ha finito con 24 nella vittoria per 104-81 su Portland. I Rockets sono andati fino al +31 nel secondo tempo e non c'era proprio modo che i giovani Trail Blazers potessero rimontare. Yao ha segnato tutti i suoi punti nel primo tempo, aggiungendo 9 rimbalzi. Ha segnato tutti i suoi nove tiri dal campo e tutti e sei i liberi. I lunghi di Portland, Joel Przybilla e Greg Oden, non hanno potuto niente contro la sette volte All-Star cinese. "Abbiamo provato a giocare dietro di lui", ha detto Przybilla. "Ci adegueremo per la prossima partita. Ha realizzato ogni tiro perciò dobbiamo fare qualcosa". Yao non ha nemmeno tirato nel secondo tempo ed è rimasto in panchina per tutto l'ultimo quarto. "Questa è una grande qualità di Yao, è estremamente efficiente", ha detto il compagno Shane Battier. "Non molti giocatori nel torneo sono in grado di giocare così, segnando ogni tiro". Aaron Brooks ne ha messi 27 per i Rockets, che non superano il primo round dal 1997. Brandon Roy ha segnato 21 punti per i Blazers, alla prima presenza ai playoff dal 2002-03. Portland ha giocatori molto giovani quest'anno e 10.000 fan sono scesi in piazza pochi giorni fa per mostrare il loro supporto alla squadra. Sabato invece, molti tifosi hanno abbandonato il palazzetto alla fine del terzo quarto. "E' stata una brutta serata", ha detto il coach Nate McMillan. "Abbiamo perso". I Blazers hanno chiuso così una striscia di sei vittorie consecutive. Portland ha registrato un record di 34-7 al Rose Garden nella regular season. I Blazers hanno battuto i Denver Nuggets per 104-76 nell'ultima partita, guadagnandosi il quarto seed. I Rockets avevano invece perso per 95-84 l'ultima partita, scendendo al quinto seed. Oden, che non si è allenato venerdì per un'infezione al naso, è partito dalla panchina chiudendo con 15 punti e 5 rimbalzi. Oden ha passato alcuni minuti nell'ufficio di Nate McMillan prima della partita. Dopo l'incontro, McMillan ha detto "Sembra ok, non ci sono problemi". Yao aveva già 14 punti a metà del primo quarto, per un 18-12 dei Rockets. Ha chiuso la frazione con un 7/7 dal campo e 16 punti. "Ha trovato la serata giusta", ha detto il coach dei Rockets, Rick Adelman. "Segnava in turnaround, con dei ganci e in sospensione. Ha fatto di tutto". Houston ha tirato complessivamente col 75% nel primo quarto, fallendo solo cinque tiri su 20. I Rockets sono andati sul 40-26 grazie al canestro di Von Wafer nel secondo quarto, prima di andare sul 58-41 su layup di Ron Artest. C'è stato un attimo di paura dall'altra parte, quando Roy, dopo aver lottato a terra per una palla vagante con degli avversari, è rimasto giù per alcuni momenti. Quando i suoi compagni sono arrivati in suo aiuto, il labiale sembrava dire "la mia schiena". Ma è rientrato poco dopo. I Rockets sono andati all'intervallo sul 62-44. Artest e Brooks hanno messo 13 punti a testa nel primo tempo. Il layup di Luis Scola è valso l'80-55 sul finire del terzo quarto. Brooks ha aperto l'ultima frazione con la tripla dell'88-58. Scola ha chiuso con 19 punti mentre Artest con 17. I Rockets sono senza la star Tracy McGrady da febbraio, quando si è sottoposto a un intervento al ginocchio sinistro. "E' stato deludente il fatto che non siamo riusciti a giocare come volevamo fin dall'inizio", ha detto Przybilla. "Non c'è proprio una ragione per questo".
(fonte it.nba.com)

NBA PLAYOFF FIRST ROUND: Il messaggio di Lebron, demolita Detroit

CLEVELAND - "One Goal", un obiettivo, questo è il motto dei playoff dei Cleveland Cavaliers. Oggi, era un canestro dal campo tutto quello di cui avevano bisogno. LeBron ha segnato una tripla sulla sirena dell’intervallo e la superstar di Cleveland ha chiuso con 38 punti, 8 rimbalzi e 7 assist imbarcandosi con i suoi Cavaliers nell’avventura che li potrebbe portare al titolo NBA, vincendo 102-84 contro i Detroit Pistons in gara 1. Il tiro dai 13 metri di James ha stordito i Pistons dando a Cleveland, la squadra più dominante della lega – in casa e fuori – durante la regular season, un vantaggio di 12 punti all’intervallo. I Cavaliers hanno tenuto a bada un ritorno di Detroit nel secondo tempo mentre James era in panchina, dando il colpo di grazia ai Pistons, che proveranno a pareggiare la serie in gara 2 martedì notte. Per fare questo, Detroit dovrà trovare un modo per rallentare James, che ha fatto quello che ha voluto per 41 minuti. Joe Smith ha segnato 13 punti e Zydraunas Ilgauskas ne ha messi 12 con 10 rimbalzi per Clevland. Rodney Stuckey ha realizzato 20 punti e Richard Hamilton ne ha segnati 15 per i Pistons, che sono entrati in questi playoff con l’ottava posizione e sembrano destinati a una postseason molto breve, dopo essere andati alle finali di Conference negli ultimi 6 anni. James ha chiuso il primo tempo con un’altra di quelle giocate che lo differenziano dal resto degli altri giocatori. Dopo che il jumper di Hamilton ha portato i Pistons sotto per 54-45 a con due secondi sul cronometro, ha ricevuto la rimessa in corsa, ha superato Tayshaun Prince vicino alla metà campo e ha segnato un tiro da 13 metri mentre la sirena suonava. Nel tempo in cui la tripla è entrata nel canestro, James, che non aveva smesso di correre, era quasi sotto canestro. Poi si è fermato ed è rimasto sulla linea di fondo, a raccogliere l’abbraccio dei tifosi di Cleveland, che già lo avevano visto fare cose del genere. I Pistons hanno lasciato il campo demoralizzati. Ma Detroit è uscita dall’intervallo affamata. I Pistons hanno infilato parecchi tiri per portarsi sull’80-72 a inizio quarto periodo con un canestro di Will Bynum con 8:50 ancora a giocare. James in quel momento si è rimesso a giocare, e i Pistons hanno smesso. La difesa di Cleveland si è stretta e i Cavs si sono riportati sul più 20 godendosi l’ennesima vittoria in casa, la 40esima su 42 incontri. L’unica cosa che non è andata come James avrebbe voluto è che i suoi amati New York Yankees hanno concesso 14 punti in un inning ai Cleveland Indians. Per gran parte del primo tempo, l’attese difese arcigne da parte di due delle squadre più dure a Est hanno invece lasciato spazio agli attacchi. I Cavs e i Pistons si sono scambiati canestri su canestri – soprattutto tiri in sospensione – minacciando di portare la gara aun risultato in stile anni ’70 e ’80, toccando la tripla cifra. Quando Rasheed Wallace ha infilato un tiretto da dentro l’area per il 37-36 Cavaliers, Detroit stava tirando con un notevole 65% (15-su-23) al campo, trovano buone soluzioni contro la difesa più forte della NBA. Anche Cleveland era piuttosto calda, aggirandosi attorno al 60%. Quando i Pistons si sono raffreddati, i Cavs hanno preso il volo. James ha servito un assist no-look -- di sinistro – in mezzo all’area per Smith che ha schiacciato, dando il via ad un parziale di 20-9 che ha portato i Cavs sul più 12 alla pausa lunga. Detroit ha sbagliato 12 dei suoi ultimi 15 tiri del primo tempo, scavandosi una buca da cui non sono più riusciti ad uscire. Seguendo quello che è diventato un rituale prima delle partite importanti, James era a palazzo più di tre ore prima della palla a due per una sessione di tiro extra. Ha seguito la sua normale routine, riponendo sul pavimento di fronte al suo armadietto la sua divisa, la sua fascia, i suoi polsini e le sue scarpe, come un ragazzino la notte prima della scuola. James ha minimizzato sul fatto che lui e i Cavaliers siano i favoriti per la conquista dell’anello. “Ci sono grandi aspettative sui Celtics e sui Lakers,” ha detto. “Non su di noi. Noi dobbiamo solo scendere in campo e fare quello che abbiamo fatto per tutta la stagione.” Che è quello che hanno fatto anche stanotte.
(fonte it.nba.com)

NBA PLAYOFF FIRST ROUND: I mavericks sbancano l'AT&T Center di San Antonio

SAN ANTONIO - Ora che hanno finalmente ottenuto una vittoria esterna ai playoff, i Dallas Mavericks potranno finalmente rilassarsi. Josh Howard ha guidato i Mavs alla loro prima vittoria esterna nei playoff da quando erano riusciti ad arrivare in finale nel 2006, segnando 25 punti nel 105 a 97 con cui Dallas ha regolato i San Antonio Spurs. I Mavericks, partiti al sesto posto nella griglia della Western Conference, hanno giocato un gran gara 1 contro gli Spurs ed hanno vinto nella tradizionalmente inospitale San Antonio. Per Tim Duncan & Co. è solo la quarta sconfitta casalinga nella postseason dal 2007 ad ora, mentre Dallas ha interrotto una serie negativa che, in trasferta, era ormai arrivata a 9 incontri. Duncan ha messo 27 punti e Tony Parker 24 per gli Spurs, che avranno la possibilità di rifarsi Lunedì prossimo. "Per tutto l'anno abbiamo giocato male in trasferta," ha detto Dirk Nowitzki. "Abbiamo avuto parecchi alti e bassi, ma siamo riusciti a chiudere la stagione molto bene e penso che questo ci abbia dato parecchia fiducia." Dallas non vince una serie-playoff dal 2006, quando era riuscita a battere gli Spurs in un'incredibile semifinale di Conference prima di perdere 4 - 2 contro i Miami Heat all'atto conclusivo. Questa partita sembrava un classico testa a testa texano, prima che Jose Barea, il più insospettabile protagonista, segnasse 7 dei suoi 13 punti nell'allungo decisivo dei Mavs nel quarto periodo. Mentre la maggior parte del pubblico di casa arrancava verso l'uscita, i pochi fans dei Mavs presenti continuavano a cantare "Let's go Mavs!" Segno che i tifosi bianco-verdi-blu ci credono davvero. I Mavericks hanno chiuso l'anno 18-23 in trasferta, ma hanno finito la stagione in crescendo, vincendo 7 delle ultime 9 ed evitandosi il settimo e l'ottavo posto ad Ovest. Prima che cominciasse la serie, Gregg Popovich, coach di San Antonio, ha dichiarato che i Mavs stavano giocando così bene che sarebbero da considerare sullo stesso livello di Lakers e Cavaliers. San Antonio è arrivata ai playoff senza Manu Ginobili, che è fuori per l'intera stagione a causa di un brutto infortunio alla caviglia. Nel quarto periodo, l'argentino è mancato tantissimo, gli Spurs di solito cavalcavano la sua energia per distanziarsi dagli avversari, ma questa volta hanno subito il gioco avversario lasciando che Dallas tirasse con il 58% dal campo. Nowitzki ha segnato 19 punti ed Erick Dampier ne ha messi 10 più 11 rimbalzi, ma la vera differenza l'ha fatta Howard, che, pur giocando su una caviglia evidentemente infortunata e che avrà bisogno di un intervento chirurgico quest'estate, ha segnato 9 dei suoi 18 tentativi dal campo. Da quando è tornato nel quintetto di Dallas, Josh ha guidato i texani ad un ottimo 7 - 1. Duncan ha segnato 5 punti nel quarto quarto, ma non è riuscito ha trascinare gli Spurs, che non sono stati in grado di seguire il ritmo degli avversari. Tim Duncan non ha mai perso un primo turno dei playoff ed i tifosi degli speroni sperano non succeda neppure stavolta. Jason Terry, uno tra i più autorevoli candidati al premio di sesto uomo dell'anno, ha segnato 12 punti, ma ha passato la maggiorparte del quarto parziale in panchina per far spazio a Jose Barea, i cui canestri sono stati fondamentali per la vittoria dei Mavs e che ha segnato in entrata il 93 ad 83 che ha spezzato le gambe degli Spurs. "Dovremo considerarlo più attentamente nel prossimo incontro," ha detto Michael Finley riguardo al playmaker argentino degli Spurs. Note: Ginobili si è seduto in abiti civili dietro la panchina degli ospitanti, "Dobbiamo convincerci che Manu non sarà dei nostri," ha detto Popovich. "Continuando a pensare a come sarebbe con Ginobili in campo, rischieremmo di perdere la nostra coesione interna."... San Antonio (12) e Dallas (9) sono le squadre che arrivano ai playoff da più tempo consecutivamente dell'intera Lega.
(fonte it.nba.com)

NBA PLAYOFF FIRST ROUND: Che colpo Chicago, ai Celtics manca KG

Derrick Rose ha debuttato nei playoff come pochi altri nella storia, guidando i suoi Bulls alla vittoria contro i Boston Celtics. Nemmeno Michael Jordan c’era riuscito. Rose ha pareggiato il record di 36 punti al debutto nei playoff di Kareem Abdul-Jabbar, aggiungendo anche 11 assist e portando Chicago alla vittoria per 105-103 in casa dei campioni in carica di Boston in gara 1 del primo turno. E l’esperienza? “Non gli serve”, ha detto il suo compagno Ben Gordon. “Ha la maturità di un veterano. Ha fatto una partita a dir poco fenomenale sta sera.” Gara 2 è lunedì, nell’anniversario della gara in cui Jordan segnò 63 punti contro Boston in una sconfitta nel 1986. Infatti, Chicago aveva perso le ultime 10 partite di fila nei playoff con Boston, e l’ultima vittoria risaliva al 1948. “Spero ci serva di lezione”, ha detto Paul Pierce, autore di 23 punti. “Dobbiamo renderci conto che i Bulls non sono qui per fare presenza. Dobbiamo svegliarci e capire che non stiamo sognando. Dobbiamo iniziare a giocare.” Tyrus Thomas ha segnato 16 punti- facendone sei degli otto totali nei supplementari dei Bulls, incluso il tiro della vittoria a 51 secondi dalla fine. Joakim Noah, anche lui al debutto nei playoff, ha segnato 11 punti e ha preso 17 rimbalzi per i Bulls, che hanno rubato il fattore campo ai Celtics. “Più va avanti la stagione e più le partite si fanno importanti”, ha detto coach Del Negro. “Credo che i ragazzi abbiano fatto un enorme passo in avanti, anche se sappiamo di avere un ostacolo grandissimo davanti. Ci godiamo questa vittoria un attimo, ma da domani si torna al lavoro.” Rondo ha segnato 29 punti con 9 rimbalzi e 7 assist per Boston, che ha dovuto fare a meno di Kevin Garnett e non ha ottenuto molto neppure dagli altri due dei ‘Big Three’. Paul Pierce ha segnato 23 punti tirando 8-21 dal campo, ma ha fallito il libero della possibile vittoria alla fine dei 48 minuti, e la tripla del pareggio a 3.7 secondi dalla fine del supplementare, quando Salmons gli ha bloccato il tiro. Ray Allen, che ha segnato 4 punti con 1-12 dal campo, ha avuto la chance di mandare la partita al secondo overtime, ma il suo jumper si è stampato sul ferro. Troppo dolorante per giocare e troppo frustrato per guardare, Garnett si è rinchiuso nello spogliatoio a fine primo tempo, mentre i suoi compagni tornavano sul parquet sotto di 11 punti. Rondo ha segnato un jumper contro Noah dando ai Celtics il vantaggio per 96-95, ma Rose- che sbagliò quattro liberi cruciali nella finale NCAA dell’anno scorso con la maglia di Memphis- ha riportato i suoi davanti proprio dalla lunetta, a 9.4 secondi dalla sirena. Noah ha poi commesso un ingenuo fallo su Pierce a 2.6 secondi dalla fine, mandandolo in lunetta per vincere. Pierce ha segnato il primo libero pareggiando i conti sul 97 pari, ma il capitano dei bianco-verdi ha clamorosamente sbagliato il secondo, mandando la partita ai supplementari. “E’ stato un errore importantissimo”, ha detto Gordon. “Se segna il secondo libero è finita.” Garnett si è infortunato il ginocchio destro il 19 febbraio, e ha giocato solo 66 minuti e 18 secondi durante le ultime 26 partite. I Celtics hanno inutilmente cercato di farlo rientrare per i playoff, continuando a rimandare la data del rientro, fino a che Doc Rivers non ha scioccato tutti annunciando che The Big Ticket non avrebbe recuperato per gara 1, e probabilmente per i playoff in generale. Garnett non ha seguito la squadra nelle trasferte e non è stato quasi mai in panchina durante l’infortunio, anche se Rivers e i giocatori considerano la sua presenza molto importante per lo spogliatoio per caricare i compagni di squadra. Ieri Garnett dopo 24 minuti di sofferenza, d’incitamento e infine di rabbia, ha deciso che era troppo ed è rimasto negli spogliatoi. “Lui era in panchina nel primo tempo, e noi eravamo sotto di otto. Quindi lui non c’entra”, ha detto Doc Rivers. “Kevin ora non c’è, e non tornerà. Dobbiamo pensare solo ai giocatori che scendono in campo.” Garnett ha osservato dalla TV il jumper di Rose che ha dato ai Bulls un vantaggio di 11 punti sul 55-44, poi ha visto i suoi compagni recuperare fino al meno quattro con un parziale di 8-0 nel terzo periodo, fino a che una tripla di Rondo non ha portato i Celtics sul 68-67 a quattro minuti dalla fine del quarto. La sconfitta in casa ha dimostrato che i Celtics ne devono fare di strada- e forse non ne faranno molta nei playoff- per vincere senza Kevin Garnett. La seconda classificata a Est, che può schierare due All-Star e che ha vinto 62 partite in stagione, era data da tutti almeno in finale di conference contro i Cavs. E’ anche vero che pure l’anno scorso gli Atlanta Hawks hanno portato i Celtics fino a gara 7, prima che Boston vincesse il suo 17esimo titolo. Con la sconfitta di ieri Boston ha però perso il vantaggio del fattore campo, che è ciò che l’ha sempre salvata l’anno passato. Note: Il general manager dei Celtics, Danny Ainge, non ha seguito la partita perché ricoverato in ospedale per un lieve infarto. La folla gli ha dedicato un grande applauso all’inizio della partita… Il palazzetto è stato svuotato velocemente perché si potesse preparare tutto per la partita di playoff di Hockey tra Boston Bruins e Montreal Canadiens… Nessun giocatore di Chicago aveva mai segnato 36 punti nei playoff dai tempi di Michael Jordan.
(fonte it.nba.com)

martedì 7 aprile 2009

La notte magica e storica dei Tar Heels

Non una semplice vittoria, non un semplice titolo nazionale Ncaa, ma il tutto è costellato e ornato dalla parola record. Record come il numero degli spettatori presenti alla Ford Field Arena di Detroit (oltre 74.000 con l’ultimo exploit datato fine anni ’80 con circa 68.000 ‘attenders’), record per i Tar Heels per il numero di titoli vinti nella loro storia a quota 5 successi finali e quinto College ogni epoca e speciale classifica diretta e capeggiata da UCLA con 11. Record come le otto palle rubate da Ty Lawson e commentatori della CBS costretti ad una battuta su una sorta di CSI Detroit per cercare di fermare l’Arsenio Lupine sul rettangolo da gioco (e menzione anche nell’apposita cerchia di giocatori che durante il torneo delle Final Four hanno messo assieme dieci palle rubate, ma soprattutto quinto giocatore dal 1997 ad aver realizzato almeno 100 punti, 30 rimbalzi e 20 assist in tutto il torneo Ncaa). Non proprio record, ma un qualcosa che ci va molto vicino, il 60% abbondante di primo tempo che ha effettivamente messo la parola fine alla partita prima ancora che il countdown definitivo avesse segnato il triplo zero (00.0 ndr). Record lo sono invece i 55 punti segnati in un solo tempo con North Carolina che si pone in vetta alla classifica di questa speciale categoria. ‘Cosa vuoi di più dalla vita?’ recitava un famoso spot di amaro italiano, la risposta in questo caso ci porta direttamente all’ultimo capitoletto di una storia che porta il nome di North Carolina in vetta agli ambienti cestistici a stelle e strisce prima che tutta l’attenzione si sposti sui playoff Nba: il titolo di Mvp assegnato ad Wayne Ellington che chiude la sua personale serata magica con 19 punti e una sfilza di tiri da tre punti che hanno spezzato in due il cuore e l’anima degli Spartans.
Già poi c’è stata anche una partita, quella che dopo nemmeno 9’ minuti di gioco era già nettamente nelle mani dei Tar Heels (11:24) che ci hanno messo davvero poco per far capire alla truppa di coach Izzo che quella in questione non era ancora la loro serata. Una sentenza della Corte di Cassazione passata in giudicato (e per quelli che masticano poco linguaggio giuridico vuol dire senza nessuna possibilità di essere cambiata a meno di sovversioni o eliminazione materiale dell’istituto giuridico ) i primi venti minuti di North Carolina che sommergono gli avversari con un Wayne Ellington in grande spolvero. Lawson ringhia, tanto per usare un eufemismo, sulle caviglie di Lucas e in generale su tutti gli esterni di Michigan State, arrivano palle recuperate a profusione industriale e contripiedi imicidiali. Gli Spartans non riescono a reagire e porre un freno all’emorragia ed allora ecco che arriva il primo record di serata: 55 punti in solo tempo e record Ncaa (34:55). Ad evitare venti minuti di puro ‘garbage time’ ci pensa Suton che preso da un raptus di orgoglio prova nei primi minuti di secondo tempo di mettere in piedi la più disperate delle rimonte. Non è la serata giusta. Le triple del lungo di MSU sono una voce nel deserto. Lucas stenta a stargli dietro (14 ma 7/20 al tiro), Summers altrettanto (4/10), mentre Morgan non ci riesce (4 con soli due tiri in 20 minuti di gioco) e allora ecco che i Tar Heels all’ultimo giro di bolina alzano lo spennaker e veleggiano a gonfie vele vero il loro secondo titolo negli ultimi cinque anni, cosi come il secondo titolo del coach di NCU Roy Williams in sette apparizioni alle Final Four.
Domenico Pezzella

domenica 5 aprile 2009

Michigan StateVs North Carolina: ecco la finale

(2) Michigan State Vs (1) Uconn

Nove gli anni dall’ultima apparizione, nove gli anni dall’ultimo titolo. Finalmente gli Spartans possono festeggiare il loro ritorno ad un match per il titolo dopo aver avuto un viaggio davvero impressionante. Ultima vittima sacrificale dei biancoverdi, che giocavano in casa visto che la location delle Final Four era a Detroit, la penultima numero uno rimasta: Uconn. Segno del destino? Può darsi ma insieme c’è anche il fatto che MSU ha messo assieme una partita a dir poco perfetta e senza sbavature e sospinti come dicevamo in precedenza anche dal pubblico. Venti minuti e passa di puro equilibrio poi nel finale si scatena Kalin Lucas: 21 punti 7/15 dal campo e 3/6 da tre 5 assist e 2 rimbalzi ai quali poi, sempre se vogliamo essere precisi, i 18 in 30’ di Morgan con 9 rimbalzi per la vittoria sorprendente degli Spartans. Dall’altra parte tutta la delusione di questo mondo Thabeet a capo chino e con le lacrime, cosi come anche gli altri Huskies, negli spogliatoi. Vani, infatti, i 13 di Adrien, i 15 e 13 rimbalzi di Robinson, i 17 proprio di Thabeet ed i 15 di Price ma con 5/20 dal campo.

(3) Villanova Vs (1) North Carolina.

Questa volta si che il pronostico è stato rispettato. Niente ‘upset’ niente sorpresa e niente shock per il mondo cestistico collegiale, ma solo ed esclusivamente un qualcosa che era preventivato e preventivabile e che alla fine si è rilevato esatto. I Tar Heels mettono fine alla storia fantastica dei Wildcats di Villanova che non hanno mai avuto la possibilità di pensare di potercela fare. Sempre al comando delle operazioni North Carolina che ha condotto dall’inizio alla fine in lunog ed in largo cosi come dimostra anche il punteggio finale (69:83). Alla fine 22 di Lawson, 20 di Ellington, 18 e 11 rimbalzi per Hansbrough, mentre per Villanova 12 di Cunningham, 17 di Reynolds e 15 di Redding. Vittoria schiacciante, dunque, per i ragazzi di Roy Williams (che ogni volte che mette piede alla finale poi non ha mai perso ndr) che nel Monday Night più importante della stagione se la vedranno non solo con gli Spartans, ma con l’intero stato del Michigan.