lunedì 30 marzo 2009

NCAA TOURNAMENT ELITE EIGHT: Terrence Williams è inguardabile, gli Spartans vincono sotto gli occhi di Magic Johnson

(2) Michigan State Vs (1) Louisville

Dopo quella legata al nome dei Pittsburg Panthers, nella notte anzi nella serata di ieri è toccato ad un’altra numero uno cadere e tornare a casa con tanti rimpianti ed un pugno di mosche tra le mani. A lasciare il torneo prematuramente e senza sogni di gloria, questa volta tocca ai Louisville Cardinals di Terrence Williams (inguardabile nell’appuntamento più importante chiuso con 5 punti e 1/7 dal campo e 6 rimbalzi), ovvero una delle formazioni che aveva maggiormente impressionato fino a questo momento. Ma il tutto si scioglie davanti a dei veri spartani come quelli di Michigan State che non hanno sfigurato davanti agli occhi dell’ospite d’onore: Ervin Magic Johnson. Resistono solo un tempo i Cardinals (Clark 19, Knowles 12) prima di cedere sotto i colpi di Suton (19), Lucas (10), Summers (12)e Walton (8) che allungano nel finale anche con un vantaggio in doppia cifra (64:52). Un doppio successo per gli Spartans di Tom Izzo, dal momento che la prossima partita, quella delle Final Four la giocheranno praticamente dietro l’orticello del Campus dell’università, visto che il tutto si svolgerà ed avrà luogo al Ford Field Stadium di Detroit.

Griffin in "gabbia", North Carolina alle Final Four

La finale del South Regional vede opporsi la numero uno North Carolina contro la numero due Oklahoma: è la sfida tra Blake Griffin, probabile prima scelta assoluta al prossimo draft e Tyler Hansbrough, i due promettono scintille sotto le plance. Avvio freddino, non si segna per due minuti, poi, il jump dalla media di Deon Thompson fa partire il parziale 7 a 0 targato UNC. I Sooners sbloccano il loro punteggio con uno slam dunk di Taylor Griffin ma sono i Tar Heels a guidare le danze con Danny Green ( chiuderà con 18 punti) a perforare ripetutamente la retina avversaria. Nemmeno il 2° fallo di Psycho T cambia l’andamento del match, i ragazzi di coach Roy Williams mantengono un vantaggio costante sugli avversari di 10 punti. Oklahoma paga le scarse percentuali dal campo (36% da 2 e 0 su 9 dalla lunga distanza al termine dei primi 20 minuti di gioco) e solo un Blake Griffin formato gigante, 11 punti e 9 rimbalzi nel corso della prima frazione, consente di chiudere ai suoi 23-32. Il secondo tempo inizia con lo showtime, dalla tripla dalla lunghissima distanza di Wayne Ellington e ai soliti slalom di Ty Lawson, fino alla schiacciata super di Blake Griffin. I Tar Heel controllano il match in totale tranquillità raggiungendo anche i più 20 e contenendo la fiammata dei Sooners nella parte finale del match (11 a 2 il parziale). Finisce 72 a 60 con le lacrime di Blake Griffin, ultimo ad arrendersi per Oklahoma (23 punti e 16 rimbalzi) e Ty Lawson (19 punti 5 rimbalzi e 5 assist) e Psycho T a festeggiare la diciottesima apparizione di North Carolina alle Final Four.

domenica 29 marzo 2009

NCAA TOURNAMENT ELITE EIGHT: Zampata vincente nel finale per Uconn, Villanova piazza il colpo e manda a casa Pittsburgh

(3) Missouri Vs (1) Uconn

Punto a punto e match equilibrato per circa 35 minuti e poi la zampata vincente degli Huskies. Una zampata dalla quale i Tigers non sono più riusciti ad alzare la testa e mettere in difficoltà gli avversari, complice anche una serata storta e negativa di Tiller uscito per raggiunto limite di falli. Una zampata che parte dai liberi di Jeff Adrien che da il via al parziale di 8-1 che chiude praticamente i giochi. Missouri ci prova, ma alla fine è tutto inutile, il pronostico è rispettato e alle Final Four ci va Connecticut (75:82).

(3) Viollanova Vs (1) Pittsburgh

Due tiri liberi di Levance per il 76 pari con 6’’ sul cronometro finale. Sei secondi che per i comuni mortali possono essere pochi, ma non per un giocatore o una squadra di pallacanestro. Un’eternità, dunque, per i Wildcats di Villanova che non solo hanno il tempo di rimettere in gioco il pallone, ma hanno addirittura il tempo di rimettere la palla nelle mani di Reynolds che scocco il tiro della vita, quello che non dimenticherà facilmente, quello che praticamente mette Villanova con la testa avanti nel match a 2’’ dalla fine e che elimina una delle numero uno del torneo e candidata a vincere il trofeo finale: Pittsburgh. Insomma altro che ‘upset’ un vero e proprio shock sportivo che premia i Wildcats (Anderson 17, Cunninghum 14, Reynolds 15) e spedisce fuori i Panthers (Youong 28, Blair 20) con il punteggio finale di 78:76

sabato 28 marzo 2009

NCAA TOURNAMENT SWEET SIXTEEN: Griffin abbatte Syracuse, Lucas illumina Michigan State, Lawson manda in orbita North Carolina, bene Louisville

(3) Syracuse Vs (2) Oklahoma

Provate a fermarlo. Non è uno spot pubblicitario di una nota marca sportiva, ma l’idea che in tanti si sono fatti sugli spalti della Fedex Arena di Memphis. Chi vi starete chiedendo beh il nome è facilmente intuibile ed è quello di Blake Griffin. ‘Blake The Great’ come viene soprannominato, chiude con 30 punti, 14 rimbalzi ed in generale un dominio assoluto nell’area colorata conto il quale gli Orange di Syracuse (Johnny Flynn 22) poco hanno potuto fare (71:84). Ora tra i Sooners e le Final Four (la prima dal 2002) ci sono i Tar Heels di North Carolina.

(12) Arizona Vs (1) Louisville

Era l’unica ‘cinderella’ rimasta, era l’unica outsider, l’unica a non aver pronosticato di arrivare fino a qui e come giusto che sia si ferma il cammino dei Wildcats di Arizona (Budinger 22, Hill e Wise 14). Troppo forti i Cardinals (Clark 19, Samuels 14) ai quali basta anche un T-Will da 14 e 7 rimbalzi e vincere in scioltezza con il punteggio finale di 64:103.

(4) Gonzaga Vs (1) North Carolina

Tutto come da copione, tutto come da programma e i Tar Heels di Roy Williams accedono alle Elite Eight dove incontreranno Oklahoma e Blake Griffin. Vittoria lanciata e da un primo tempo al di sopra delle righe di Ty Lawson che manda a bersaglio 17 dei suoi 19 nei primi venti minuti. Nel secondo tempo il resto lo fanno Tyler Hansbrough (24 e 10) e Wayne Ellington (19). Può fare poco e nulla Gonzaga (Pargo 16, Heytvelt 14) tranne che lasciare il torneo a testa alta (77:98).

(3) Kansas Vs (2) Michigan State

Due minuti. Gli ultimi due minuti, in cui Kalin Lucas mette le mani sulla partita e porta gli Spartans dritti al successo e ad un passo dalle Final Eight. Il tutto inizia con un assist per il pareggio di Morgan, poi con l’orologio che scorre fa tutto da solo: sette punti in fila e Michigan State (Suton 20, Lucas 18) che mette in tasca la vittoria di misura nonostante gli ultimi tentativi di Kansas e di Aldrich (17) e Collins (20), finisce 62:67

venerdì 27 marzo 2009

NCAA TOURNAMENT SWEET SIXTEEN: Villanova e Missouri mandano a casa Duke e Memphis, tutto facile per Uconn, sofferto il successo di Pittsburgh

(1) Uconn Vs (5) Purdue

Nessun ‘upset’ nessuna sorpresa nella prima gara delle sweet sixteen con gli Huskies del Connecticut promossi alle Elite Eight per la quarta volta negli ultimi sette anni. A fare la differenza in campo ci pensa Rasheed Thabeet che come un uomo in mezzo ai bambini fa la differenza assoluta sotto i tabelloni con 15 rimbalzi e segnando altrettanti 15 punti. Match che sembrava chiuso praticamente prima dell’unico intervallo quando Uconn mette la freccia (27:10) tranne poi farsi rimontare in assenza del lungo africano. In casa Purdue bene ma non benissimo Hummel che va a segno con 17 punti ma solo due nel secondo periodo ovvero quando gli Huskies vanno a segno con la fuga decisiva (72:60).

(4) Xavier Vs (1) Pittsburgh

Liberi di Bj Raymond per la parità a quota 52 con meno di 3’ sul cronometro. Di li in poi circa due i minuti senza nemmeno un canestro dal campo prima che Dante Jackson sbloccasse la situazione in favore di Xavier (Brown 14, Raymond 15). Botta e risposta nell’ultimo minuto e nei secondi finali, ma la zampata vincente la piazza Sam Young infilando i liberi del 55:58 a 13’’ dalla fine, ma che lanciano i titoli di coda sulla partita e sulla vittoria dei Panthers (Young 19, Fields 14).

(3) Missouri Vs (2) Memphis

Segni del destino: canestro da tre quarti campo e solo retina per il +13 di fino primo tempo da parte di Marcus Denmon. Insomma lo si era capito subito che quella in questione era la serata dei Tigers. Niente da fare per Memphis (Evans 33, Dozier 19, Anderson 18) che va sotto anche di 24 punti rendendo le cose agli avversari sempre più facili recuperando qualcosa in termini di scarto per rendere il tutto meno amaro di quanto si potesse pensare, compresa la presenza alle semifinali regionali di Missouri (Jt Tiller 23, Carroll 17) interrompendo la striscia di 27 vittorie (102:91).

(3) Villanova Vs (2) Duke

Un secondo tempo da dimenticare costa cara la pelle ai Blue Devils di coach K. Un secondo tempo tutto racchiuso nelle percentuali dal campo (5/27 da tre, 16/60 da due) a dir poco inguardabili o quelle di uno dei giocatori barometro di Duke: Gerald Henderson che ha chiuso con 7 punti, 1/14 nel quale spicca l’1/5 dalla lunga. Male anche i numeri di Scheyer (3/18 per 15 punti) ed allora per i Wildcats di Villanova è tutto facile tutto in discesa dopo venti minuti, i primi, passati rispondendo colpo su colpo agli avversari. Alla fine sono 16 per Reynolds, 14 per Cunningham e 11 per Redding.

giovedì 26 marzo 2009

Il primo numero e la prima versione in raccolta di Stars 'N' Stripes

I Tar Heels nelle mani di Psycho T

Il College Basketball è un mondo particolare, difficile da raccontare e difficilmente paragonabile agli altri ambienti cestistici planetari, siano essi i campionati europei o la NBA. Racchiude in sé una serie di emozioni, sia di gioco che di vita, che un giocatore-ragazzo non proverà mai in nessun’altra dimensione, sportiva ed umana. La rivalità tra gli atenei è un qualcosa che nei professionisti a stelle e strisce incontri di rado, forse solo legata a determinati momenti storici di alcune franchigie, si pensi ad esempio alle sfide infuocate tra i Celtics ed i Lakers degli anni 80, o a quelle tra i Miami Heat ed i New York Knicks di fine anni 90. Nella NCAA queste rivalità sono storiche e non muoiono mai; un’idea di tali rivalità è stata ben fornita dallo spot che gira sulle reti americane in questo periodo e che accompagna le sfide del torneo 2009. Si vedono, ad esempio, una donna vestita con i colori di UCLA che, con il classico “ditone” da palazzetto, blocca la chiusura delle porte dell’ascensore consentendo l’ingresso all’altra donna vestita, però, con i colori della rivale USC; o ancora il tifoso di North Carolina University che, sotto la pioggia battente, offre riparo all’acerrimo rivale tifoso di Duke il quale, inavvertitamente, tocca la mano del “Tar Heel” e questi gli rivolge uno sguardo come a dire “ok, ma a tutto c’è un limite”, e allora la mano del “Blue Devil” si sposta più su, dove il contatto fisico tra i due non c’è più. Chi non ha voluto fare a meno di queste emozioni, rinunciando a dichiararsi eleggibile al draft del 2008 e, quindi, completare il percorso del college con l’ultimo anno da senior, è Tyler Hansbrough. Tyler passerà alla storia come uno dei migliori giocatori nella storia di UNC, miglior realizzatore ogni epoca dell’Atlantic Coast Conference (2.789 punti), viaggia a 21.4 punti e 8.2 rimbalzi di media a partita, un rendimento che gli è valso la candidatura al Naismith Award 2009, vale a dire il massimo riconoscimento individuale a livello di college basketball, titolo che potrebbe aggiungere a quello già conquistato lo scorso anno (è il terzo Tar Heel a vincere il premio dopo Antwan Jamison nel 1998 e Michael Jordan nel 1984). Psycho T, come è stato soprannominato, non tanto perché ricorda Norman Bates, personaggio dal profilo psicologico disturbato nel celebre film di Alfred Hicthcock, quanto per via dell’intensità con cui si allena e gioca, è un giocatore duro, un gladiatore. Alto 2 metri e 04, giocatore da post basso ma che, progressivamente, sta mettendo un buon tiro dalla media, fa della forza fisica e dell’atletismo il suo punto di forza. Da sempre, i giocatori che mettono il cuore in campo, attirano le fantasie e le simpatie dei tifosi; ed ecco allora spuntare delle T-Shirt con il viso di Tyler urlante e la scritta Psycho T, quasi come se fosse un logo. Hansbrough guida, come leader carismatico, la formazione di Chapel Hill in questa corsa alle Final Four e al titolo NCAA che lo scorso anno è sfuggito in semifinale, al cospetto dei futuri campioni di Kansas University. Al primo turno, contro la piccola Radford, Tyler ne ha messi 22 con percentuali rivedibili (solo 5/16 dal campo), ha catturato 5 rimbalzi ed è stato, in ogni caso, un pericolo per gli avversari che lo hanno mandato in lunetta ben 12 volte (12/12 ai liberi). Il secondo turno prevedeva la sfida contro Louisiana State University e i Tigers hanno creato non poche difficoltà ai Tar Heels. Psycho T ha dominato gli avversari nel verniciato, soprattutto nella prima frazione, concludendo con 15 punti e 8 rimbalzi e trascinando, con il prezioso supporto di Ty Lawson, UNC alle “Sweet Sixteen”. Probabilemente Hansbrough, guardando i vari mock draft, non sarà mai un giocatore NBA di altissimo livello; si prospetta per lui un carriera professionistica da specialista difensivo o, al massimo, una solida carriera europea, ma a noi questo poco interessa, lasciateci vivere il college basketball e tutte le sue emozioni.
Alessandro delli Paoli

mercoledì 25 marzo 2009

Face to Face con Daniel Hackett

Personalità, grinta, tratti di evidente leadership (sempre qualche parola nei confronti dei compagni anche con toni alti dopo qualche errore in difesa ndr) e coraggio di prendersi le proprie responsabilità nel momento del bisogno. Questi i tratti caratteriali messi in evidenza contro gli Spartans, quelli tecnici li sapranno già a memoria ed allora non ci resta che attendere l’epilogo della questione ed il futuro di un giocatore che ha già un posto da stella in una squadra: quella azzurra della Nazionale del presente e del futuro.

Quinto ogni tempo per assist nella storia di USC con 363 dietro a Gus Williams, che effetto fa lasciare un segno cosi indelebile nella storia della tua università.

«Emozionante. Di sicuro significa che il lavoro che è stato fatto e che ho fatto in questi anni sta producendo e ha prodotto dei buoni risultati. Però non lo vedo come un punto di arrivo, ma soprattutto come un punto di partenza, voglio continuare a migliorare. Gus Williams mi ha fatto spesso i suoi complimenti cosi come molto spesso lo vedo alle partite in casa, era un signor giocatore e questo non può che far onore».

Di sicuro verrai ricordato come uno dei Trojans che ha storicamente conquistato la Pac 10, come uno dei Trojans arrivato ad un passo dalle sweet sixteen, ma c'è un ricordo diverso da questo che vuoi lasciare a tutti?

«La voglia che ho avuto di continuare a giocare lo sport che amo anche quando le cose non andavano bene e gli infortuni mi impedivano di dare il 100%. Quest' anno, un anno storico per noi nel quale è arrivato anche l’anello, abbiamo lavorato tanto in palestra, abbiamo fatto tanti sacrifici e alla fine siamo stati ripagati con il trofeo. Tutto questo è segno di un gruppo compatto e io sono orgoglioso di esserne parte».

Cosa vi è mancato per vincere contro Michigan State?

«Taj Gibson. Sono riusciti a limitarlo, poi un paio di fischi in più non gli anno permesso di entrare in ritmo partita, ma queste cose capitano nella carriera e nel corso di un giocatore»

Nel finale ti sei preso le tue responsabilità, c'è qualcosa che non rifaresti?

«Riguardando il video partita si. Sul -4 a 1’ dalla fine era meglio penetrare e andare a cercare due punti facili. Mi è mancata lucidità ma il tiro che ho preso da 3 mi sembrava dentro. Sono situazioni di gioco che poi impari con le esperienze anche sulla tua pelle e questa è la più nitida dimostrazione».

Su quell'ultima penetrazione c'era fallo?

«No, mi sarebbe piaciuto un fischio. Ma Lucas mi ha sporcato la palla da dietro. Penso che l' abbia appena sfiorata poi mi è scappata dalle mani. Ero furioso con me stesso alla fine».

Tenterai la carta Nba: è sicuro?

«Per ora non ho deciso ancora niente. Ho bisogno di tempo per parlare con Floyd e valutare quali sono le voci su di me e la mia annata. Sto vivendo un misto di emozioni. Amarezza per la sconfitta, ma allo stesso tempo orgoglio per essere tornati a LA come campioni. Fra una decina di giorni avrò le idee più chiare».

Sei anni in California, tre anni in un mondo del tutto diverso come il college basket, cosi ti hanno dato come giocatore e come uomo?

«I 3 alla St. John Bosco sono stati importanti nel mio sviluppo. Il college basket e' una fase della mia vita che ricorderò come un periodo di transizione fra la gioventù e la maturazione. Sto imparando il business di un giocatore professionista in campo e fuori, tra le tante altre responsabilità come lo studio. In più ci si diverte a Los Angeles: viva la California».

A chi dedichi questi tre anni? e a chi questo torneo Ncaa?

«E' ovvio alla mia famiglia, a tutti gli amici che mi conoscono da quando ero un bambino, e quelli che ho conosciuto ultimamente; a Pesaro e la pallacanestro stile casa nostra, stile campetto. Gli allenatori delle giovanili, le squadre e tutto quello che ha compreso e toccato la marcia di Daniel Hackett e il suo sogno americano. Voglio ringraziare tutti. Ho imparato tanto da tutti loro».

Il tuo più grande ricordo, anche non cestistico, e il tuo più grande rimpianto?

« Lasciare gli amici di Pesaro e il clima della mia città' a 15 anni per partire per una nuova destinazione. Ho visto la tristezza degli amici che mi conoscevano e con cui ho ricordi indimenticabili. Ce ne sono tanti. Quella fu la svolta della mia carriera. Non volevo deludere nessuno, ero in missione. Rimpianto?? Nessun rimpianto, ho apprezzato tutto quello che mi sta attorno e ho sempre dato il 100%».

Ora che USC è fuori dal torneo chi vince il titolo Ncaa?

«Pittsburgh».

Chiudendo gli occhi e potendo teletrasportarti da qualche altra parte in quale città Nba andresti?

«Ovunque, lo giuro, non ci sono scelte».

Domenico Pezzella

(intervista pubblicata anche su www.tripladoppia.com)

lunedì 23 marzo 2009

NCAA TOURNAMENT SECOND ROUND: Terrence Williams annienta Siena, Marquette si scava la fossa da sola e ad Arizona il 'face to face' tra 'cinderelle'

(6) Arizona State Vs (3) Syracuse

Prenotano il loro posto nelle Sweet Sixteen gli Orange di Syracuse, che nella notte hanno messo fuori causa Arizona State grazie ad una prova cinque stelle lusso di Devendorf. L’esterno di ‘Cuse chiude la sua notte magica con 21 punti e 6/15 totale dal campo mandando all’aria il piano difensivo degli avversari che dopo lo svantaggio del primo tempo, avevano accarezzato anche l’idea di una rimonta con i 20 di Abbott e i 20 di Kuksiks (67:78).

(11) Daytona Vs (3) Kansas

Dura venti minuti la sfida in quel di Minneapolis tra Daytona e Kansas. Nella ripresa i Jayhawks innescano le marce alte e le ruote motrici e portano a casa la qualificazione al terzo turno. La firma in calce al successo è quella di Collins che dopo aver contribuito all’allungo decisivo contro North Dakota State, affonda da solo la difesa di Daytona (43:60).

(12) Wisconsin Vs (4) Xavier

In rimonta, di cuore e di determinazione la vittoria di Xavier che dopo essere stata costretta ad inseguire gli avversari per circa 30’ mettono a ferro e fuoco la difesa di Wisconsin con un 13-4 di parziale tutto ispirato da Raymond che diventa il nuovo eroe della squadra. I Badgers accusano il colpo della rimonta, sembrano un pugile suonato che perde ai punti al suono dell’ultima campana (49:60).

(1) Pittsburgh Vs (8) Oklahoma State

E con questa il conto delle qualificazioni al ‘round of 16’ delle Pantere sale a quota 5 negli ultimi otto anni. Quella del 2009 porta la firma e la ‘griffe’ di Sam Young. Definito dai colleghi d’oltre oceano come ‘poetry in motion’ ha chiuso con 32 punti, 13 rimbalzi, 2 assist e 12/20 dal campo. Dall’altra parte a nulla servono i cinque giocatori in doppia cifra e i 19 di Muonelo ed i 17 di Harris.

(13) Cleveland State Vs (12) Arizona

Una sfida che consegna di sicuro al turno delle migliori 16 una squadra che non è compresa tra le prime otto o tra le prime quattro. Si ferma il sogno della ‘cinderella’ Cleveland State che dopo aver compiuto l’impresa di buttare fuori dal torneo Wake Forest conclude la sua avventura nel torneo tra le mura dell’American Airlines Center di Miami cedendo il pass ai Wildcats di Arizona che, invece, prolungano il loro sogno di una settimana. Decisivo per Arizona la prova al di sopra delle righe per Wise che chiude con 21, 8 rimbalzi e 10/10 ai liberi.

(9) Siena Vs (1) Louisville

Soffrono fino alla fine i Cardinals contro quella che è la squadra collegiale omonima della regina del nostro campionato italiano, Siena (Ubiles 24, Franklin 19). Match deciso nel finale, nella parte conclusiva dei secondi venti minuti. Diciannove secondi per la precisione quando Terrence Williams (24 punti, 15 rimbalzi e 4 assist) ha mandato a bersaglio i due liberi che hanno dato a Louisville 5 punti di vantaggio che poi hanno fatto la differenza nel gioco dei falli sistematici. Il tutto si chiude anche con un po’ di show time e con la schiacciata di Samuels sull’assist di T-Wills (72:79).

(6) Marquette Vs (3) Missouri

Finale entusiasmante e vibrante anche nella sfida tra i Golden Eagles (McNeal 30, Matthews 24) ed i Tigers (Lyons 18, English 17, Lawrence 16). Anche qui match risolto solo nel finale o meglio nei secondi finali. Questa volta a decidere non è la squadra avversaria ma il team ‘vinto’ stesso. Insomma Marquette fa tutto da sola: prima ha regalato due tiri liberi a Missouri per il +2 a 5.5’’ (79:81 con 2/2 di English) dalla fine. Poi nella fretta di rimettere da fondo campo Hayward fa la frittata pestando la linea di fondo, invasione e rimessa nelle mani di Missouri, che la sua di rimessa non la sbaglia. La palla va a finire nelle mani di Lyons, fallo di Marquette e lo stesso Lyons, glaciale, dalla lunetta non sbaglia e insacca i liberi della staffa (79:83)

Southern California saluta, passano gli Spartans

Michigan State parte con i favori del pronostico, non tanto perché alla partita è presente il coach che guidò Magic Johnson e gli Spartans al titolo del 1979, vale a dire coach Jud Heathcote, quanto per il valore di alcuni giocatori Travis Walton in testa. Per i Trojans la presenza eccellente è rappresentata da Rudy Hackett, il padre del nostro Daniel, che siede in panchina insieme allo staff tecnico. Il match è molto equilibrato, gli Spartans provano due volte l’allungo: ai 5:30 vanno più 5 grazie ad una serie di giocate difensive piuttosto intense di Suton (7 rimbalzi nel primo tempo), ma è il dinamismo del californiano Washington nel pitturato (6 punti in fila per lui) a ricucire il mini strappo. Sul finire di periodo, invece, è la ditta “Summers & Walton” a tentare l’allungo, prontamente arrestato da Hackett che produce punti in serie e consente di chiudere la prima frazione a meno 3. Gli uomini di Tim “Pink” Floyd, all’inizio del secondo tempo, tentano la fuga con la spettacolarità di DeMar DeRozan (15 pts. 5 rbs. 2 ass.) ma il buon Kalin Lucas dimostra che, oltre al cognome, ha qualcos’altro in comune con il regista George, ossia gli effetti speciali; è lui a guidare il parziale 10 a zero per gli Spartans. Southern California risente molto della serata negativa di Gibson sotto le plance, che passa dalla prestazione super del primo turno, 24 punti e 6 rimbalzi, all’anonimato più totale, solo 3 punti e 4 falli che costringono coach Floyd a pescare il serbo Vucevic dalla panchina. Proprio l’agonismo di Vucevic e, ancora una volta Washington, limitano lo strapotere dei lunghi del Michigan (33 rimbalzi contro i 24 dei californiani) e riportano la partita sui binari della parità. Poi è un botta e risposta tra Dwight Lewis (19 pts.) e Travis Walton (18 pts.) fino al +4 Spartans a 1 e 19 dal termine. I Trojans fanno confusione in attacco e, prima Hackett e poi Lewis sparacchiano da 3. Finisce 69 a 74 per Michigan State. Southern California esce comunque a testa alta e Hackett chiude la sua carriera al college con una partita da 13 punti 3 rimbalzi 5 assist e una stoppata.
Alessandro delli Paoli

domenica 22 marzo 2009

NCAA TOURNAMENT SECOND ROUND: Uconn è inarrestabile, Ucla demolita da Villanova, alle Sweet Sixteen anche Memphis, Oklahoma, Purdue, Gonzaga e Duke

(5) Purdue Vs (4) Washington

Il secondo turno è sempre il secondo turno. Il valore e l’intensità del tutto si fa sempre più alta sempre più forte. Le probabilità di match ad alto livello s’innalzano, ed ecco quindi spuntare la sfida tiratissima e punto a punto tra gli Huskies di Washington e Purdue. Un match risolto negli ultimi 13’’ con i liberi di E’Twaun Moore che porta avanti Purdue (74:71). Sul rovesciamento di fronte Brockaman fa 1/2 dalla lunetta, mentre Pondexter piazza l’ultimo canestro della serata che serve solo a rendere più amara la pillola (76:74)

(6) Ucla Vs (3) Villanova

Il match poco edificante e convincente del primo turno contro VCU è stato solo un assaggio di una Ucla che poco poteva dire a questo tabellone e a questo torneo. Poco convincente, ma vittoriosa grazie all’errore di Maynor, i Bruins (Shipp 18, Collison 15) sono andati a picco nella sfida contro una delle corazzate del torneo: Villanova. Ai Wildcats non è servito nemmeno chissà quale sforzo fisico o mentale per proseguire al prossimo turno, i 18 di Cunningham sono bastati ed avanzati come portata principale, ma per chi aveva ancora fame e voglia di stare a tavola sono arrivati anche i 10 di Anderson, gli 11 di Reynolds, ed i 13 di Fisher dalla panchina.

(10) Michigan Vs (2) Oklahoma

La differenza di ranking si è notata solo ed esclusivamente nel conto finale di partita. Solo ed esclusivamente in quel momento del match in cui il maggior tasso tecnico della tua squadra fa la differenza tra il fermarsi al secondo turno e continuare a correre verso il tuo sogno. Dopo un primo tempo passato a rispondere colpo su colpo ai Sooners, Michigan si deve arrendere e deve fare un passo indietro nei confronti di quella differenza che nel caso di specie ha anche un nome ed un cognome: Blake Griffin. Il ‘predestinato’ ad essere il primo a salire sul palco e stringere la mano a David Stern al Medison Square Garden il prossimo luglio, decide di prendere le redini del match in mano nel secondo tempo chiudendo con cifre che innalzano sempre più le quote della chiamata di cui sopra: 33 punti, 17 rimbalzi e 14/20 dal campo totale. Già questo potrebbe bastare, ma c’è dell’altro: 16 di Warren e 12 di Johnson nella vittoria di Oklahoma (63:73).

(9) Texas A&M Vs (1) Connecticut

Dura pochi minuti e poco più la partita degli Aggies che assaggiano immediatamente il sapore amaro degli Huskies, questa volta di Uconn, ringraziano e tornano a casa con un primo turno alle spalle e tante buone speranze. Vantaggio in doppia cifra al suono dell’unica sirena (33:51), una valanga quella che si è abbattuta su Texas A&M nella ripresa con la premiata ditta Adrien (23 e 8 rimbalzi) e A.J. Price (27 con 4/7 dalla lunga) a guidare il ‘branco’ (66:92) verso il passo successivo e verso i prossimi avversari: Purdue.

(10) Maryland Vs (2) Memphis

Andamento e match molto simile, per non dire speculare quello ammirato sul legno dello Sprint Center di Kansas City. Maryland dopo aver compiuto il quasi miracolo eliminando al primo turno California, si arrende senza nemmeno colpo ferire nella sfida contro la numero 2 Memphis. Anche qui tempo pochi minuti dalla palla a due che da inizio alle ostilità e Tigers che hanno subito azzannato la preda e portata a casa la vittoria anche se sul cronometro c’era ancora un’infinità di tempo. Troppa la differenza per pensare ad un’altra sorta di Cleveland State, ed allora spazio e show riservato ai canestri di Taggart (14), Dozier (17), Evans (19) e Mack (17 e 70:89 il risultato finale pro Memphis).

(7) Texas Vs (2) Duke

Cinque punti in fila dalla lunetta. Gli ultimi cinque punti, quelli che regalano ai Blue Devils e a coach k l’ennesima qualificazione alle Sweet Sixteen dove incroceranno Villanova. Texasa torna a casa con tanta amarezza, con tanto rammarico per averci creduto fino alla fine. Nel finale sono determinanti i liberi di un glaciale Henderson (24 e 10/13 ai liberi), ma la palma dell’Mvp va a Scheyer che chiude con ‘soli’ 13 punti di cui uno più pesante dell’altro. Per Texas male al tiro Abrams (5/13 totale per 17 punti), cosi come pochi sono stati i viaggi in lunetta e quelli felici dalla lunga distanza di James (1/4 per 15). I texani hanno anche avuto la possibilità di prendere l’ultimo rimbalzo con ancora 7 secondi sul cronometro, ma gli Dei del Basket hanno premiato Duke ed Henderson che dalla lunetta ha chiuso i conti (69:74).

(12) Western Kentuky Vs (4) Gonzaga

Allo scadere, ma poco importa, la prima qualificazione negli ultimi tre anni di Gonzaga alle Sweet Sixteen. Prima volta negli ultimi tre anni e arrivata al termine di un match che chiude un Saturday Night davvero ricco di emozioni e di spettacolo. Emozioni come quelle che hanno solcato la schiena di Gonzaga dopo il canestro in tap in di Pettigrew per l’81 pari, cosi come gelata la doccia sul capo di Western Kentuky dopo la penetrazione vincente con circa un secondo sul cronometro di Demetri Goodson che spedisce i Bulldogs dritti dritti al turno successivo tra le polemiche della panchina degli Hillotoppers che reclamavano per un time out chiesto e non concesso (81:83).

Avanza North Carolina, battuti i Tigers

Ok la storia degli atenei c’entra ben poco con questa partita, però va fatto notare che si affrontano i college che hanno prodotto i due giocatori più dominanti delle ultimi due decadi: il più grande di tutti i tempi, Michael Jordan, prodotto di North Carolina e Shaquille O’ Neal, direttamente da Louisiana State University. La numero uno contro la numero 8 del south bracket. Se qualcuno pensava che la sfida fosse decisa già in partenza, beh si sbagliava di grosso. La gara è equilibrata sin dalle prime battute con Tasmin Michtell a imporre il suo dinamismo e Marcus Thornton a caricarsi il peso dell’attacco per i Tigers. North Carolina recupera il play Ty Lawson che, nel primo tempo, si limita a prender le misure degli avversari (1/5 dal campo). A 4 minuti dalla fine del primo tempo, i Tar Heel provano l’allungo, guidati da Tyler Hansbrough (chiuderà la prima frazione con 12 punti) e il gioco da tre punti di Danny Green che porta UNC al massimo vantaggio +10; vantaggio che i ragazzi di Roy Williams conserveranno fino all’intervallo lungo. Evidentemente la pausa serve alle Tigri della Louisiana, che escono dagli spogliatoi decisamente aggressive, dimenticano il pessimo 1/8 da tre del primo tempo e impattano il risultato in meno di due minuti, guidate da un Tasmin Mitchell decisamente mostruoso. A questo punto la gara comincia a vivere di fiammate e di giocate spettacolari; c’è spazio per le stoppate “servite” a “Psycho T”, per l’ alley-oop LSU sull’asse Temple-Johnson e per il “back to back blocks” (due stoppate consecutive nella stessa azione) ad opera di Ed Davis in maglia blue carolina. Il punteggio rimane, dunque, in equilibrio poi, il signor Ty Lawson decide che è arrivato il momento di riprendere a giocare a basket seriamente. Archiviati i problemi fisici, piazzata una tripla dalla lunga distanza tanto per far aumentare la propria autostima, prende scarponcini e sci e comincia il suo personale slalom degno di Alberto Tomba, tra i “paletti” di Louisiana; una serie di serpentine e di canestri in penetrazione, con controllo di corpo stupefacente, guidano il parzialone dei Tar Heels ai 6:00 dalla fine (+11 UNC). La difesa dei Tigers è tenerissima, si proprio come quella di un tonno, inutile dire chi è il grissino; ancora lui, ancora Lawson. Se poi ci si aggiunge anche Wayne Ellington (23 punti), si capisce che l’avventura di Lousiana nel torneo NCCA 2009 è giunta alla fine. Finisce 84-70 per l’ateneo di Chapel Hill. L’MVP?? Ty Lawson 23 punti, 6 assist, 7/13 dal campo e 7-7 ai liberi. Altro che grissino... questo qui è Insuperabile.
Alessandro delli Paoli

sabato 21 marzo 2009

666 e la prima notte di Hackett sotto i riflettori anche italiani

Può sembrare un qualcosa di macabro, un qualcosa di poco religioso, ed invece è solo il fatturato della notte di colui che in questo momento sta rappresentando il basket tricolore nel momento di massima visibilità a stelle e strisce per quel che riguarda la pallacanestro collegiale. Per una volta a tenere attaccati allo schermo (di qualsiasi tipo quello della tv, dal momento che le gesta del figlio di Rudi sono andate in diretta su Sky, o quello del pc utilizzando e ringraziando la stessa Ncaa per il servizio on line offerto e messo a disposizione di tutti anche coloro che magari non hanno la possibilità di vedere la pallacanestro via etere) gli amanti della palla a spicchi, non sono stati i vari Bargnani, i vari Gallinari o i vari Belinelli. Questa volta il protagonista assoluto, il protagonista della notte magica italiana è stato lui: Daniel Hackett. Fino a questo momento di lui e dei suoi Trojans si era solo sentito parlare, dal momento che le partite di stagione regolare di USC andavano in onda in orari proibitivi persino per la Espn figurarsi per una tv italiana o per gli italiani. Persino la finale di Pac 10 è stata raccontata mediante scritti, mediante commenti, foto e quant’altro. Magari per i familiari o comunque per i tifosi del numero 13 (specialmente in terra pesarese terra natia del playmaker della nazionale ndr) sarebbe stata grande cosa poter vedere il ‘loro’ Daniel a fine partita vestire cappellino, maglietta e avere tra le mani quella statuetta che è simboli della vittoria e del primato in una Division importante come quella della Pac 10. Ma le esigenze sono le esigenze. Le Division dell’est attiravano molto più interesse, ed allora ecco che il debutto in tv nazionale ed internazionale è stato solo rimandato. Rimandato all’appuntamento più importante della March Madness del College Basket: il torneo Ncaa. Rimandata all’esordio di quello che è il suo sogno e un po’ anche di chi da quest’altra parte del mondo è rimasto attaccato agli schermi di cui sopra. Finalmente nella notte tutti hanno avuto modo di ammirare l’Hackett in azione e tutti hanno avuto modo di ammirare i compagni di una squadra che si mostra al quanto interessante. Guardingo e molto più votato alla gestione del gioco, la partita del numero 13 contro Boston College. Poche le iniziative personale, poche le scorribande, molti più passaggi e letture di quello che la partita proponeva e cioè palla a Gibson ‘on fire’ e poi da li costruire tutto il resto. Basti pensare che anche la stella di Usc Demar Derozan, siè dovuto defilare quel tantino per dare molti più possessi e spazio al lungo di coach Tim Floyd in grande spolvero. Difficile però tenere Hackett lontano dal canestro, difficile impedirgli di prendersi quei tiri o meglio quelle giocate da ‘driver’ verso il canestro e allora alla fine sono 6 i punti a bersaglio, cosi come sei sono stati i cioccolatini serviti in giro per il campo del Metrodome di Minneapolis ed altrettanti i rimbalzi catturati da una parte e dall’altra del rettangolo in legno. Un 6-6-6 che consegna alla Ncaa, a USC, e all’Italia un giocatore che di sicuro avrà modo di mostrare quella zampata per sorprendere anche gli scout Nba, che restano i principali destinatari delle giocate del pescarese. E quindi occhio già al prossimo big Match, quello contro Michigan State. Più il gioco si fa duro, più i duri iniziano a giocare, più Hackett si sente a suo agio nel mettere la propria firma su qualcosa di importante.
Domenico Pezzella

NCAA TOURNAMENT FIRST ROUND: Cleveland State la nuova " Cinderella", fuori Wake Forest.Passano anche i Trojans di Daniel Hackett

(10) USC Vs (7) Boston College La rassegna di oggi si apre con quella che era la partita che tutti aspettavano in Italia. La partita che finalmente metteva sotto i riflettori nostrani (il match è andato in diretta via etere sui canali di Sky) colui che rappresenta anche un po’ di Italia, insieme al papà Rudi, al di là dell’oceano nell’Amerca cestistica collegiale: Daniel Hackett e la sua Southern California. Una vittoria non facilissima per i Tojans che sono partiti forti e alla grandi spinti anche dall’entusiasmo e dalla voglia di giocare di Taji Gibson (migliore in campo con 24 punti, 6 rimbalzi e 4 assist). Hackett si vede poco, gioca più per i compagni che per altro, tenta pochissimo e al suono della sirena che decreta la fine dei primo venti minuti di gioco USC è sotto nel punteggio (30:34 pro Boston College con Raji 15 e Trapani 12). Nella ripresa, Southern California cambia passo a metà del tempo, dopo aver recuperato il piccolo svantaggio prima e messa la testa avanti nel punteggio poi. In un attimo si alzano i ritmi di gioco, si alza l’intensità e per magia arrivano anche i primi punti di Daniel. Alla fine saranno 6, nella notte in cui a comandare è stato Gibson (nominato migliore in campo anche dalla tv della Cbs) e dove Derozan (18 e 9 rimbalzi) cui ha messo un po’ per decollare (72:52) (14) S.F. Austin Vs (3) Syracuse Partenza razzo degli Orange (Flynn 16, Onuaka 12, Devendorf 10) che sfruttano il fisico e la forza di Jackson vicino a canestro e le scorribande di Flynn per tentare la prima fuga, Austin (Shaw 10, Akpan 12), però non demorde, resta attaccata alla partita per quasi tutto il primo tempo prima di crollare nel finale dei primi venti minuti e imbarcare acqua a quantità industriale prima provare l’ultimo tentativo di salvataggio per poi affondare definitivamente al suono della sirena finale (44:59) (3) Kansas Vs (14) North Dakota State La partita più spettacolare e più bella del pomeriggio di ieri. Una sfida con tanti colpi di scena con tanti capovolgimenti di fronte e poi due soli uomini al comando, anche se per i Jayhawcks c’è stato anhce un cambio come in una sorta di staffetta. Dalla palla a due, infatti, il tutto è diventato una sorta di faccia a faccia e testa a testa tra Collins per i Jayhawks e Woodside per i Bison. Quest’ultimo uno dei migliori giocatori questo primo turno. Sarà anche basso ma la point guard di North Dakota State, ha dimostrato di saper segnare, di avere una più che decente mano dalla distanza e di avere un corpo tale da subire anche i contatti a centro dell’area. Alla fine sono 37 i punti con 13/23 complessivo dal campo, 2 assist e deu rimbalzi. A mancare al play dei Bison l’aiuto consistente che dall’altra parte, invece, Collins (32) ha avuto con Aldrich (23+13) che nel finale di partita ha messo a segno un paio di azioni che hanno chiuso i conti definitivamente. (6) Marquette Vs (11) Utah State La posizione è la stessa di quella vista contro Uconn ed in generale quella ammirata anche nelle ultime uscite delle Golden Eagles: in panchina con un asciugamano tra le mani. Il diretto interessato è facilmente riconoscibile e cioè Dominic James. Fuori nella sua stagione da senior per infortunio, l’esterno di Marquette soffre insieme alla squadra, che però parte forte (9:19 con 10 di Hayward), per poi scendere di tono improvvisamente concedendo agli avversari la possibilità di recuperare nel punteggio ed arrivare al primo finale entusiasmante del pomeriggio: McNeal dalla lunetta fissa il punteggio sul 54:57. Wilkinson sbaglia la tripla del pareggio. Palla persa di Utah State e Lazar Hayward lancia i titoli di coda con i liberi della staffa a cui risponde Myaer con la tripla sulla sirena, ma inutile (57:58) (8) Oklahoma State Vs (9) Tennesse Se ne facciamo una questione di finali entusiasmanti e sulla sirena, quello tra Oklahoma State e Tennesse, non è certo da meno, anzi. Un finale che ha addirittura costretto la Espn ad una sorta di zapping sui due campi, l’altro quello della partita immediatamente precedente a questa, per non far perdere ai tanti appassionati nemmeno u singolo secondo di quanto stava accadendo sul terreno di gioco. Ed allora è d’obbligo catapultarsi all’interno degli ultimi 24 secondi che hanno deciso il match. Smith insacca il libero (75:74), Eaton segna e subisce il fallo in penetrazione per un gioco da tre punti (75:77) e gli dei del basket rifiutano la preghiera allo scadere di Smith. (11) Temple Vs (6) Arizona State Mette in tasca il vantaggio in doppia cifra alla fine dei primi venti minuti di gioco, Arizona State , che gli valgono oro nella ripresa quanto Temple tenta l’assalto finale che però si infrange contro il doppio 22 di Pendergraph e Glasse, mentre dall’altra parte 29 di Christmas. (11) Daytona Vs (6) West Virginia Non basta Bryant (21), non bastano i tre uomini in doppia cifra ai Mountaineers per portare a casa la vittoria e mettere Ko i Flyers. Doppia-doppia per Wrigt con 27 e 10 rimbalzi e 18 di Little, bastano ed avanzano a Daytona per ingranare le marce giuste e arrivare per prima ala traguardo (68:60). (16) East Tennessee Vs (1) Pittsburgh Dopo lo show balistico e numerico della scorsa notte da parte delle altre prime della classe, se cosi vogliamo chiamarle, questa notte è toccata a Pittsburgh mostrare gli artigli da ‘pantera’ e portare a casa il successo. Il passaggio del turno alla fine è arrivato, ma non certo nel modo roboante in cui tutti magari si aspettavano. Niente 100 punti ed oltre o scarti super galattici, vittoria in doppia cifra (62:72), sudata fino alla fine e super prestazione per Blair che chiude con 27 punti e 16 rimbalzi, ai quali si aggiungono i 14 e 13 carambole di Young. (14) Cornell Vs (3) Missouri Secondo tempo in scioltezza e sul velluto per i Tigers che sotterrano Cornell (Wittman 18) con il trio Lyons (23+10)-Carroll (13)-Tiller (11) e allungando il apsso fino al 59:78 finale. (12) Arizona Vs (5) Utah Il primo vero colpo di giornata lo mettono a segno i Wildcats di Arizona che contro i favori del pronostico mandano al tappeto e a casa la rappresentativa collegiale dello stato dei mormoni. Decisivi i 29 punti di Wise, i 20 di Budinger, ma soprattutto i 17 di Jordan Hill uscendo dalla panchina. Per gli Utes inutile la prova di Kepkay (19), visto che poi si è visto poco e niente più. (13) Portland State Vs (4) Xavier Poco più di due possessi di vantaggio al suono della sirena dell’unico intervallo. Di 11 lunghezze lo scarto tra le due formazioni nei secondi venti minuti di gioco, e Xavier (Anderson 14, Brown 13, Raymond 13) che rispetta il pronostico passando il turno a scapito di Portland State (Jones 16, Murray 14) con il punteggio finale di 59:77. (16) Morehed State Vs (1) Louisville Il conto delle numero uno del ranking nazionale divese per regioni, si chiude con la vittoria agevole, dei Cardinals che soffrono e non poco nel primo tempo per poi sciogliersi ed andare oltre l’ostacolo con un sol balzo nel secondo. Tri s d’assi quello calato dai Cardinals con Williams (13), Clark (12) e Samuels (15).

venerdì 20 marzo 2009

March Madness Story: T-Will, per divertirsi e divertire

I Supersonics non ci sono più, le giocate sopra il ferro di Shawn Kemp sono solamente un indelebile ed emozionante ricordo, e alla Key Arena ci si va soprattutto per ammirare in tutto il suo splendore (cestistico e non) Lauren Jackson, atleta-modella australiana delle Storm. Così, a contribuire alla non sparizione di Seattle dal basket che conta, ci pensano soprattutto i ‘nativi’: Nate Robinson, Jamal Crawford, anche Martell Webster. E ci penserà anche il prossimo figlio della Rainy City, in piena rampa di lancio, che con i primi due condivide la formazione liceale sotto coach Mike Bethea alla Rainier Beach HS.

Nome: Terrence. Cognome: Williams. Curriculum: quattro anni sotto coach Rick Pitino a Louisville, di cui l’ultimo ancora da chiudere e con buone chances di farlo col botto. I Cards sono tra i più accreditati per la F4, e T-Will, statene certi, vuole godersi appieno ogni momento di questo suo ultimo frame di carriera collegiale. Dal video della Senior Night alla Freedom Hall, facilmente rintracciabile su youtube, si intuisce subito tutta la sua voglia di divertirsi; osservandolo giocare si può anche rintracciare in lui il piacere di cedere la scena ai compagni ma anche la capacità di prendersi le luci della ribalta con la stessa facilità. Fuori e dentro il campo, Williams non può quindi che essere il leader emotivo di questi Cards che, in attesa del Torneo NCAA, hanno lasciato il segno vincendo la Big East contro Syracuse guidati dagli 11 punti, i 7 rimbalzi, i 6 assist e le 7 palle recuperate del nostro.

Un titolo statale a Rainier (dove giocava anche wide receiver) nel 2003, una laurea in Communication, la terza e la quarta tripla doppia della storia di Louisville (le prime due di Samaki Walker ed Ellys Miles), oltre ad una collezione di sneakers che ha già abbondantemente passato quota 300, T-Will non è il fenomeno collegiale da one-n-done ma un’atleta intrigante, con ampi margini di crescita e alcune stille di talento puro che non passano certo inosservate.

Cominciamo con i ‘piatti caldi’ della casa: di primo, un fisico compatto (6-6, 210 libbre), con la parte alta del corpo decisamente più pronta di quella di altri coetanei, cui abbina un esplosività atletica da Slam Dunk Contest (Pitino, al suo arrivo a Lousville, lo paragonò nientemeno che a ‘Nique in questo senso). Ciò gli permette di essere il classico slasher, quello che sa andare fino in fondo, più di potenza che di tecnica, visto che il controllo del corpo è ancora da affinare in certe situazioni, oltre che consentirgli, da tre anni a questa parte, di esser rimbalzista da oltre sette a sera. La seconda portata la potrebbe servire direttamente lui, visto come sa giocare per i compagni: le doti di assist-man sarebbero infatti notevoli per una point guard di 1.70, figuriamoci per uno con sto corpaccione. Intendiamoci: non è Jason Williams, ma le fucilate ad una mano dal palleggio, la morbidezza e precisione con cui serve i lob ai lunghi e alcune intuizioni donategli da una superba visione del gioco si lasciano più che guardare. Di contorno, se vi aggrada, c’è un tiro da fuori che, pur ancora non sicurissimo, è in netta crescita: tralasciando l’apprendistato da freshman, negli ultimi tre anni è salito dal 26% al 37% nelle triple, passando dal 36% al 42% dal campo. Oltre alla conclusione dall’arco sta sviluppando anche il jumper dai cinque metri, particolare non di poco conto visto che con quelle doti fisiche può prenderlo pressoché sempre. Siccome frutta, dolce e caffè si possono anche saltare, ma l’amaro arriva sempre, andiamoci direttamente: la mobilità di piedi è buona, però in difesa tende ancora a fidarsi troppo del suo gioco (pur ottimo) sulle linee di passaggio; il ball-handling è buono ma non eccezionale, e come detto la sua dimensione offensiva è ancora tutta in divenire, anche perché in lunetta non è che sia esattamente Mark Price (59% nel quadrienno collegiale).

Ecco, la cosa bella è che nei Mock Draft naviga la tra la fine del primo giro e l’inizio del secondo. Il che significa che il salto in NBA potrebbe collocarlo in una squadra di vertice, situazione che al momento ci pare più adatta per far sì che uno come lui migliori passo dopo passo ma dando subito un fattivo contributo. Ma c’è da scommettere che nelle prossime due settimane T-Will farà di tutto per portare i Cards al gran ballo di Detroit e far ricredere i suoi (tanti) detrattori ancor di più dopo il titolo della Big East. Si parte stasera, contro Morehead State; ma, comunque vada a finire il Torneo di Lousville, per noi uno che gioca con quella voglia di divertirsi e divertire, sempre col sorriso sulle labbra e con un’emozionalità pazzesca, vince in partenza.

Michele Talamazzi

Ncaa Tournament First Round in 'picture'

Ncaa Tournament First Round: Valanga per Huskies e Tar Heels, che colpo Western Kentuky

(16) Radford Vs (1) North Carolina

Pronti via e nel giorno dell’assenza di Ty Lawson, North Carolina da la sua prima prova di forza, tanto per mettere in chiaro il perché della numero. Scollinati i 100 punti (58:101 il risultato finale), per i Tar Heels è stato fin troppo facile avere la meglio nei confronti di Radford Higlander. Senza una delle punti di diamante la Roy Williams Band si affida al solito Hansbrough (22) e ad Wayne Ellington (25) nonostante il 5/14 dalla lunga distanza.

(16) Chattanooga Vs (1) Uconn

Immediata e ancora più pesante la risposta degli Huskies di Uconn (47:103) che annichiliscono Chattanooga con il punteggio finale di 103:47. Cinque uomini in doppia cifra e triplo ventello per Connecticut griffato dal trio Robinson (24)-Thabeet (20+13)-Price (20 con 5/11 da tre).

(15) Cal State Northridge Matadors Vs (2) Memphis

Non certo sulla falsa riga della coppia da numero 1, ma pronostici rispettati anche sugli altri campi: passa dopo i patemi d’animo della prima frazione di gioco, Memphis che deve sudare più delle proverbiali sette camice per mettere in tasca vittoria (70:81) e Cal State Northridge Matadors (Townsend 14, Daniels 14). A togliere le castagne dal fuoco per i Tigers l’immenso esordio di Roburt Sallie che chiude con un’altrettanta immensa prova dalla lunga distanza con 10/15 da tre e 35 punti finali (Anderson 13, Evans 15).

(12) Northern Iowa Vs (5) Purdue

Rischia la beffa nel secondo tempo Purdue che dopo aver chiuso i primi venti minuti di gioco con un vantaggio in doppia cifra (32:20), abbassa la guardia e si salva sulla sirena (56:61) dopo i ‘montanti’ provenienti da Northern Iowa (Eglseder 13, Ahelegbe 11) che stavano per far vacillare i Boilermakers (Moore 17, Johnson 14).

(9) Butler Vs (8) LSU

Sulla carta doveva essere il match più equilibrato insieme a quello tra Texas A&M e Brigham Young, vista la posizione le ranking del torneo e alla fine match equilibrato è stato (71:75). A portare a casa il passaggio del turno sono stati i Tigers di LSU (Thornton 30, Mitchell 14) complice la palla persa da Veasley per Butler (Howard 22, Mack 18) negli ultimi secondi ed i liberi di Chris Johnson che hanno fatto scorrere i titoli di coda sulla contesa finale.

(9) Texas A&M Vs (8) Brigham Young

Accennata i precedenza e decisa nel primo tempo (79:66) il face to face tra gli Aggies guidati da Bryan Davis (21) ed i Cougasars della coppia Cummard (17)-Fredette (18).

(10) Maryland Vs (7) California

Le regole lo si sa sono fatte per avere le loro eccezioni. A invalidare quella del pronostico legato al numero del ranking del tabellone, ci pensa Maryland (84:71) che sovverte i favori tutti puntati su California. Decidono i 27 di Vasquez (13/28 totale dal campo), mentre inutili i 22 di Theo Robertson ed i 14 di Randle i Golden Bears devono alzare bandiera bianca (7/24 dalla lunga distanza).

(10) Minnesota Vs (7) Texas

Undici su 20 da tre punti, 55% totale, 8/15 nella stessa statistica di Abrams (26) e Texas regola (62:76), non senza però qualche patema, la questione Minnesota e Westbrook (19 con 10/18 al tiro) complice anche i numeri di Pittman (7/12) e Damion James (18).

(14) American College Vs (3) Villanova

Sfiorato il ‘dramma cestistico’ al Wachovia Center di Philadelphia. Nella città dell’amore fraterno, Villanova stava incappando nella prima sorpresa della notte, ma in senso negativo. L’aggressività e la voglia di American College, ma soprattutto i tiri e le triple infilate allo scadere o con enorme facilità (10/30 totale e 6/14 solo di Garrison Carr che chiude con 22), hanno costretto i Wildcats a rincorrere e ingranare subito le marce alte per riprendersi la parità prima e poi lanciare il rush finale verso la vittoria (67:80). Fondamentali le prove di Dwayne Anderson (25 e 13/15 totale) e Dante Cunningham (25 e 7 rimbalzi).

(10) Michigan Vs (7) Clemson

Canestro e fallo di Harris (23, 7 rimbalzi e 6 assist) e due palle parse nel finale di Clemson (Booker 18+11 rimbalzi, Rivers 13) consegnano a Michigan la vittoria nell’altra eccezione della notte Ncaa (62:59).

(13) Akron Vs (4) Gonzaga

Avanti nel primo tempo e sfida punto a punto fino a circa metà secondo tempo da parte di Akron, che sfiora ed accarezza l’idea di piazzare il colpo e buttare fuori Gonzaga. I Buldogs, però, salgono di tono nel finale e Heytvelt (22 e l’unica bomba a bersaglio nel finale per lanciare la fuga decisiva), mette la ciliegina sulla torta impastata e decorata da Downs (15) e Bouldin (10).

(15) Binghamton Vs (2) Duke

Partenza razzo e senza soste quella dei Blue Devisl di coach K, che travolgono Bearcats di Dj Rivera (20) in partita solo nei primissimi minuti succesivi alla palla a due prima di cedere di schianto. Doppia cifra di vantaggio al termine dei primi venti muti di gioco, valanga al suono della sirena finale e gioco corale che paga per Duke (Singler 10, Thomas 14, Henderson 13, Williams 11, Scheyer 15, Smith 13).

(15) Morgan State Vs (2) Oklahoma

Scontata e forse a tratti anche monotona la vittoria dei Sooners che mangiano in un sol boccone Morgan State (Holmes 14, Kately 11) con la prima prova tutta da scout Nba di Blake Griffin. Il candidato alla scelta numero uno del prossimo Draft chiude a quota 18 nel primo tempo, ne mette 28 in totale con 13 rimbalzi e sprazzi anche di show time. Abbondantemente avanti nel punteggio si rintuzzano anche le statistiche dell’altro Griffin, Taylor, (18) e quelle di Willie Warren (16).

(11) Virginia Commonwealth Rams VS (6) Ucla

Si infrange sul tiro sbagliato di Maynor (21) allo scadere i sogni di gloria e di colpaccio dei Rams che dopo essere stati attaccati agli avversari per tutto il primo tempo ed aver operato la rimonta nel finale di partita dopo vari svantaggi in doppia cifra, chiudono la loro avventura nel torneo con qualche rammarico, ma anche con qualche soddisfazione come quella di aver messo paura alla numero 6 del tabellone nazionale. Bruins che esordiscono con una prova a corrente alternata, fatta da buoni momenti e buona pallacanestro e vuoti paurosi specialmente per il prosieguo del cammino nel tabellone. Sperperare vantaggi in doppia cifra e cavarsela all’ultimo secondo può accadere contro i Rams, ma di sicuro non si può sempre sperare nella sorte (Shipp 16, Holiday 13).

(12) Western Kentuky Vs (5) Illinois

La rassegna di questa prima parte di primo turno si chiude, dopo tanti tentativo sfiorati in altri campi, con il colpaccio della notte: Western Kentuky fa suo il Rose Garden di Portland e cancella le velleità di una Illinois sempre sotto nel punteggio e che solo nel finale ha tentato il tutto per tutto con una rimonta che si è conclusa con 8’’ sul cronometro finale ed i due tiri liberi a bersaglio di Anthony Sally che lanciano la festa degli Hilltoppers (Pettigrew 17, Mendez-Valdez 11, Slaughter 14, Kerusch 14).

West Regional: Washington vs Mississippi State

Era una delle partite piu’ attese del primo turno ad Ovest e, possiamo dirlo, ha tradito le attese. Troppo forte Washington per una Mississippi State rimasta in partita solo per un tempo, anche meno. Troppo forte e quadrato il team in canotta bianca. Nel primo turno di West Regional, hanno vita facile gli Huskies ben oltre il 71:58 finale. L’energia di Washington e’ tutta negli occhi alla Schillac i stile Italia ’90 di Overton, la solidita’ di Brockman in vernice, il 23+7 di un Pondexter assoluto dominatore del confronto con Augustus. Non c’e’ stata piu’ partita nella ripresa, una piccola accelerazione degli Huskies e ‘goodbye’ Bulldogs. C’era molta curiosita’ per vedere all’opera alcuni prospetti interessanti: si conferma Brockman giocatore piu’ da Europa che Nba, mentre Pondexter resta un rebus. Se giocasse sempre cosi’ allora un pensierino ai pro, seriamente, potrebbe anche farlo. Che dire di Isiah Thomas: ilf reshman ha ottimi numeri, alcuni dicono che e’ futuribile per la Nba, ma il cammino da fare e’ lungo. Sull’altro fronte ben poca roba, anzi ha stupito la scarsa reazione avuta durante il break di secondo tempo anche se i falli a carico di Jarvis Varnado hanno condizionato l a sfida. Sul sentiero degli Huskies, ora, c’e’ Purdue, avversario scomodo e sicuramente piu’ attrezzato di Mississippi State. E’ ufficialmente iniziata la March Madness. Si salvi chi puo’. c.anz.

giovedì 19 marzo 2009

North Carolina, Uconn, Louisville e Pittsburgh, chi conserverà la N°1 fino alla fine

Tra poche ore avrà inizio la follia di marzo. Negli stati Uniti, in questo periodo, non si parla d’altro; non c’è partita di NBA, NFL e NHL che tenga; occhi puntati sul college basketball, dalla Casa Bianca fino al playground all’angolo della strada.

Il neo presidente degli States Barack Obama, ex giocatore di basket nonché grandissimo tifoso dei Chicago Bulls, la squadra della sua città, ha provato a fare i pronostici sull’esito finale del torneo NCAA; il suo personale “bracket”, il tabellone che comprede le 64 formazioni ammese al torneo, ha visto entrare nelle Final Four Lousville, Memphis, Pittsburgh e North Carolina, e proprio quest’ultimi, sono stati “nominati” dal Presidente quali candidati numero uno alla vittoria finale.

Fatta eccezione per Memphis, il Presidente non è andato molto distante dalle numero uno del bracket:

Pittsburgh: le Pantere mirano senza dubbio a bissare il successo degli Stealers del Football, il Santonio Holmes della situazione potrebbe essere proprio il senior Sam Young, ala atletica che viaggia a 18 punti di media e pronto a finalizzare i suggerimenti dell’altro senior Levance Fileds (10 punti e 7 assist); se poi aggiungiamo quella forza della natura di Dejuan Blair (15.5 e 12 rimbalzi per allacciata di scarpe), un’atleticità ed un fisico granitico che gli permettono di andare ben oltre la sua statura, si capisce come i tifosi di Pittsburgh sono pronti a segnare l’anno 2009 nel loro personale calendario dei buoni ricordi.

Lousville: è la squadra più in forma del momento: 20 vittorie nelle ultime 22 partite e una striscia aperta di 10. Coach Pitino può vantare un mix tra front line e back court di prim’ordine: Terrene Williams, vero alla round, eccelle in ogni aspetto del gioco, e la prova l’ha fornita la gara contro Syracuse chiusa con 11 punti, 7 rimbalzi, 6 assist e 7 recuperi; Earl Clark 18 punti, 9 rimbalzi e 4.6 assist di media, con percentuali di tiro molto vicine al 50% e una verticalità da far rabbrividire persino i cardinali rossi che fanno da logo alla squadra; sugli esterni Jerry Smith e Preston Knowles, col le loro medie da tre ben oltre il 40 % fanno si che le difese avversarie debbano preoccuparsi non solo dei lunghi in canotta bianco-rossa.

Connecticut: un uomo solo al comando e la sua maglia è pure bianco azzurra, beh non proprio come quella di Fausto Coppi ma un azzurro tendente più al blu, il suo nome è Hasheem Thabeet.

I destini degli Huskies molto dipendono dal centrone tanzanese che viaggia a 13.7 punti per gara conditi con 11 rimbalzi e quasi 5 stoppate di media. Se Hasheem decidesse di dichiararsi eleggibile al prossimo draft non scenderebbe dalla 3° posizione di scelta. Per ora, però, coach Jim Calhoum si affiderà al suo talento e a quello di A.J. Price (14 punti, 4.7 assist di media con il 41% da 3) per superare le difficili rivali dell’Ovest, Memphis in testa.

North Carolina: dal blu scuro di Uconn a al Blue Carolina dei Tar Heels. Sono loro la numero uno assoluta, e no soltanto per pronostici presidenziali. Lo scorso anno fallirono la corsa al titolo perdendo la semifinale proprio contro i futuri campioni di Kansas. Quest’anno non possono e non devono deludere. I punti di forza del team di Roy Williams sono sempre loro: Psycho T, Tyler Hansbrough, possente sotto i tabelloni con 8.4 rimbalzi di media catturati e principale realizzatore con 21.4 punti a partita; Ty Lawson, guardia tascabile che viaggia a 16 punti e 6.5 assist di media, ma al quale la Dea Bendata a voltato le spalle, visto che a quanto pare salterà il debutto; a dargli sostegno la panchina più folta e completa del lotto e tutti i 21.750 del Dean Smith Center, Chapel Hill.